Il piccolo bambino e il suo educatore

Finora l’orientamento professionale degli insegnanti di scuola materna si è dedicato particolarmente all’idoneità intellettuale, mentre è di fondamentale importanza indagare e stabilire l’impostazione psicologica che una determinata persona ha verso la sua professione.

Il pozzo di Gravina in Puglia in cui furono ritrovati i fratellini Pappalardi

Il pozzo di Gravina in Puglia in cui furono ritrovati i fratellini Pappalardi

A che cosa serve un insegnante con abilità straordinarie per la sua professione che nello stesso tempo provi un’avversione insormontabile, che del resto può perfino essergli completamente incomprensibile?

L’indagine dell’impostazione psicologica verso la professione di insegnante tenta di mettere in chiaro se questa professione viene scelta per cause oggettive oppure affettive.

In questo senso ideale professionale e disposizione devono coincidere per evitare che tendenze estranee al lavoro possano inquinarlo, determinando effetti catastrofici. Questi ultimi, ricordiamolo, influiscono senz’altro sull’anima infantile e sulla vita interiore del bambino in maniera spesso irreversibile.

L’ideale professionale non deve pertanto corrispondere unicamente ad un impulso entusiastico, che di per sé può essere volubile e passeggero, ma deve basarsi su di una scelta concreta in cui siano reali e visibili alcuni fattori che sono veri e propri presupposti indispensabili su cui fondare l’esercizio di una professione seria, che permetta all’insegnante di diventare un “buon insegnante” agli occhi del bambino.

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Il disegno infantile: un po’ di storia

L’attività pittorica del bambino è stata considerata per secoli una forma di espressione mancata, come osservato da Bombi e Pinto (1993). È soltanto sul finire del diciannovesimo secolo che il disegno è diventato a pieno titolo oggetto di attenzione e di ricerca.

Questa svolta si deve ai lavori di Cooke (1885) e soprattutto alle ricerche di Ricci (1887). Sull’argomento è suo il contributo alla letteratura degli inizi. Si racconta che in un giorno piovoso Ricci si trovasse sotto ad un abete da dove scorse affascinanti e goffi disegni sicuramente provenienti dalle mani di un bambino; niente di inconsueto se non fosse che da questo momento Ricci iniziò ad interessarsi al disegno ed all’arte infantile.

Con il volume L’arte dei bambini (1887), Ricci ha fornito il primo quadro dell’evoluzione grafica nell’infanzia; il suo intento era chiaramente tassonomico e normativo e lo scopo era la ricerca di stadi e tappe distintive dello sviluppo che conduce il bambino ad impadronirsi della capacità grafica di rappresentarsi il mondo.

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Introversi ed estroversi

Durante i lunghi e pazienti anni della sua pratica clinica, Jung notò che per quanto grandi fossero le diversità tipiche dei suoi pazienti, vi erano in loro determinate caratteristiche a seconda delle quali essi potevano venire classificati in due gruppi nettamente distinti l’uno dall’altro: individui con atteggiamento introvertito ed individui con atteggiamento estrovertito.

Egli sottolineò che l’interesse dell’estrovertito si dirige verso l’esterno, ossia verso il mondo degli oggetti, mentre per l’introvertito conta maggiormente l’elemento interno, soggettivo, cioè il proprio mondo interiore. Questa tipologia, spiega Jung, non mira a dare una classificazione esaustiva dell’uomo, ma significa soprattutto per l’individuo una critica del suo atteggiamento cosciente: in qualche misura rappresenta la sua natura permanente senza per questo indicare uno schema rigido. Il tipo di atteggiamento è solo il fondamento generale dell’habitus psichico, è l’armatura o lo scheletro che predomina o modifica l’atteggiamento nei confronti dei contenuti vissuti. Esso si affianca a più funzioni psicologiche fondamentali che, nel corso dell’esistenza, l’individuo sente la necessità di sviluppare.

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Mia madre “Donna Ansia”

L'incisione di Albrecht Dürer intitolata "Melencolia I", realizzata nel 1514. Fonte: it.wikipedia.org.

L'incisione di Albrecht Dürer intitolata "Melencolia I", realizzata nel 1514. Fonte: it.wikipedia.org.

Spesso si pensa che l’aumento catastrofico dell’ansia nelle donne e nelle madri sia legato all’attacco ai valori femminili: l’instabilità della famiglia, la scomparsa della famiglia numerosa, l’invasione tecnologica della casa, i cibi in scatola, l’aborto frequente, la spersonalizzazione della sessualità nell’educazione, l’enfasi educativa molto intellettuale – legata al logos e a danno dell’eros – e il ruolo della donna come salariata nell’industria e come manager nelle professioni.

Faye Pye (1972), analista junghiana, nel suo saggio “Il successo terapeutico nell’analisi di giovani donne” ci spiega indirettamente come queste donne, non risolvendo il loro conflitto interiore – che viaggia tra due opposti psichici in cui da un lato c’è quello che potremmo definire come radicamento in immagini e valori eterni e dall’altro una certa disposizione al mutamento – precipitano con il tempo in varie forme di paure senza limiti tra cui l’ansia è quella più evidente, soprattutto nelle madri.

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San Valentino nel Paese dei Bambini

Bimbi a San Valentino. Foto tratta da lacquarellodimina.blogspot.com.

Bimbi a San Valentino. Foto tratta da lacquarellodimina.blogspot.com.

Voi che sapete
Che cosa è amor,
Donne, vedete,
S’ io l’ho nel cuor.

Cherubino ne “Le nozze di Figaro” di Wolfgang Amadeus Mozart

Theodor Reik, discepolo di Freud, ci narra che un vecchio poeta austriaco chiedeva a se stesso: “Dimmi, da dove viene l’amore?”. E la risposta che dava a se stesso era: “Non viene da nessuna parte; c’è”. La risposta può suonare altamente poetica, ma a giudicarla con un buon distacco ci dice che nell’individuo un amore può solo esistere, non si può inventare.

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