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	<title>Commenti a: Quando l&#8217;errore è dire &#8220;no&#8221;</title>
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	<description>Seminari di Psicologia Infantile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Mar 2012 13:48:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Donatella</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-52</link>
		<dc:creator>Donatella</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2005 08:39:46 +0000</pubDate>
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		<description>Di certo mia figlia (5 mesi) ha capito cosa sia il potere manipolativo! proprio ieri, era vicina l&#039;ora della pappa, inizia a lamentarsi per richiamare la mia attenzione, fin qui nulla di male, inizio a prepararle la pappa e mi allontano per pochi minuti in un&#039;altra stanza, lei smette di lamentarsi, torno in cucina e appena mi vede inizia a piangere e ad agitarsi. Ho riso internamente, il &#039;gioco&#039; era evidente e così non l&#039;ho presa in braccio, ma ho finito di prepare la pappa con lei che continuava a strillare fino a quando, dopo poco, ha smesso da sola. Se non avessi appreso, anche dai seminari, la nozione di rinforzo positivo e rinforzo negativo, l&#039;avrei di certo presa in braccio cedendo alla sua manipolazione. Spero di avere sempre più coscienza di certi meccanismi! Grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di certo mia figlia (5 mesi) ha capito cosa sia il potere manipolativo! proprio ieri, era vicina l&#8217;ora della pappa, inizia a lamentarsi per richiamare la mia attenzione, fin qui nulla di male, inizio a prepararle la pappa e mi allontano per pochi minuti in un&#8217;altra stanza, lei smette di lamentarsi, torno in cucina e appena mi vede inizia a piangere e ad agitarsi. Ho riso internamente, il &#8216;gioco&#8217; era evidente e così non l&#8217;ho presa in braccio, ma ho finito di prepare la pappa con lei che continuava a strillare fino a quando, dopo poco, ha smesso da sola. Se non avessi appreso, anche dai seminari, la nozione di rinforzo positivo e rinforzo negativo, l&#8217;avrei di certo presa in braccio cedendo alla sua manipolazione. Spero di avere sempre più coscienza di certi meccanismi! Grazie</p>
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		<title>Di: rosa</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-51</link>
		<dc:creator>rosa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jun 2005 14:38:14 +0000</pubDate>
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		<description>io non credo che il condizionameno sia una buona tecnica educativa perche non tiene conto ne dei fattori genetici ne di fattori caratteriali.Condivido piu tosto l&#039;idea che mal grado i genitori sono in gran parte responsabili dell&#039;educazione,grande responsabilita spetti alla rete sociale che circonda il bambino.altrimeni attraverso condizionamenti o cattivi genitori non ci potrebbero essere modifiche comportamentali</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io non credo che il condizionameno sia una buona tecnica educativa perche non tiene conto ne dei fattori genetici ne di fattori caratteriali.Condivido piu tosto l&#8217;idea che mal grado i genitori sono in gran parte responsabili dell&#8217;educazione,grande responsabilita spetti alla rete sociale che circonda il bambino.altrimeni attraverso condizionamenti o cattivi genitori non ci potrebbero essere modifiche comportamentali</p>
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		<title>Di: Nando</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-50</link>
		<dc:creator>Nando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2005 00:15:25 +0000</pubDate>
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		<description>Insegnanti disattenti, genitori alla ricerca di spazi non contaminati da gemiti di bambini, ma cosa più grave il comportamento poco professionale di quegli insegnanti posti a sostegno di bambini portatori di handicap...

Se è questo lo scenario ben vengano i bambini che riescono ad attirare l&#039;attenzione del mondo degli adulti con i loro capricci da bambini, i loro ricatti da bambini: è da questi che possiamo trarre insegnamento per modificare le regole della nostra convivenza. Quelli bravi ormai ci somigliano.

Non credo che &quot;fare il buon genitore&quot; aiuti a cambiare il mondo. Rende solo ancor più arduo, per un bambino, costruire le regole della convivenza.

Sono anch&#039;io un genitore che osserva e impara dai bambini, ma purtroppo i nostri giochi son fatti.

Allora quando sento l&#039;impulso istintivo di intervenire nei loro giochi, quelli dei nostri figli, per suggerire le mie regole, allora indugio, mi faccio da parte e capisco quello che a prima vista appare violenza, aggressività è solo puro istinto di sopravvivenza. Spezzare questa sana energia per renderli come noi adulti incapaci di resistere ai canti delle sirene, questo è violenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insegnanti disattenti, genitori alla ricerca di spazi non contaminati da gemiti di bambini, ma cosa più grave il comportamento poco professionale di quegli insegnanti posti a sostegno di bambini portatori di handicap&#8230;</p>
<p>Se è questo lo scenario ben vengano i bambini che riescono ad attirare l&#8217;attenzione del mondo degli adulti con i loro capricci da bambini, i loro ricatti da bambini: è da questi che possiamo trarre insegnamento per modificare le regole della nostra convivenza. Quelli bravi ormai ci somigliano.</p>
<p>Non credo che &#8220;fare il buon genitore&#8221; aiuti a cambiare il mondo. Rende solo ancor più arduo, per un bambino, costruire le regole della convivenza.</p>
<p>Sono anch&#8217;io un genitore che osserva e impara dai bambini, ma purtroppo i nostri giochi son fatti.</p>
<p>Allora quando sento l&#8217;impulso istintivo di intervenire nei loro giochi, quelli dei nostri figli, per suggerire le mie regole, allora indugio, mi faccio da parte e capisco quello che a prima vista appare violenza, aggressività è solo puro istinto di sopravvivenza. Spezzare questa sana energia per renderli come noi adulti incapaci di resistere ai canti delle sirene, questo è violenza.</p>
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		<title>Di: Aussie Connection</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-49</link>
		<dc:creator>Aussie Connection</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2005 02:29:35 +0000</pubDate>
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		<description>La gestione delle punizioni e delle ricompense è una fase cruciale dell&#039;educazione di un bambino e i genitori dovrebbero porvi delicatezza e attenzione straordinarie.

Vorrei aggiungere al panorama dei cattivi esempi dell&#039;articolo un classico del senso di colpa, il pianto nella culla. Pagine e pagine sono state scritte a partire da Skinner e quindi da decine di anni fa, su come il rinforzo di un comportamento negativo aumenta le possibilità di ripetizione di un tale comportamento.

Nonostante ciò sembra davvero inumano non andare &quot;in soccorso&quot; di un bambino che, nonostante i suoi bisogni primari siano stati soddisfatti, quando messo a letto, piange alla ricerca dei genitori.

In quei momenti il senso di colpa di abbandonare la povera creatura nell&#039;oblio, annebbia la mente della maggior parte dei genitori, che corrono a confortare il/la piccolo/a. Inutile dire che il bambino dovrebbe essere lasciato nel suo momento di richiesta senza punizioni nè ricompense, perchè solo in quella maniera capirà l&#039;inutilità del pianto.

Ancora una volta ripropongo il confronto con le società anglosassoni dove ogni giorno vedo schiere di bambini felici e mai piangenti in luoghi pubblici, quando i genitori magari sono al ristorante e loro si annoiano. E&#039; interessante notare come i bambini apprendono a giocare nel loro mondo e ad osservare i genitori impeganti a fare altro senza richiamare la loro attenzioni con scenate isteriche degne dei più grandi protagonisti del melodramma.

Mi fa specie poi, spostandomi in un ristorante nel pieno centro di un quartiere italiano, come tornino alle mie orecchie urla, gemiti, scenate assordanti e genitori che dicono &quot;Se smetti di piangere ti compro un gelato&quot;.

Nessuno vuole fare inutili paragoni tra tratti diversi di culture diverse, ma fino a che punto bisognerà arrivare, prima che i genitori siano informati su come allevare un bambino, senza perpetrare nelle generazioni future errori figli dei primi del novecento.

E&#039; importante notare come in Gran Bretagna e nei paesi affini, oggi esistano  tate o baby sitter addestrate nel condizionamento, che pubblicizzano le loro capacità sui giornali locali.

Sappiamo che sempre di più il nucleo familiare vede impeganti i due genitori nel lavoro, lasciando sempre meno spazio alle mamme casalinghe di una volta e sempre più campo alle baby sitter di turno.

Questa tendenza sottolinea un&#039;altra grave problematica. Dove il genitore applica criteri di correzzione esatti, si può inserire il pessimo lavoro di modelli di riferimento temporanei con cui i bambini trascorrono molto  tempo. I bambini tendono ad assimilare in grandi proporzioni, quindi il genitore deve essere attento a selezionare adeguatamente chi si prende cura del figlio perchè costui o costei potrebbe inconsapevolmente sabotare l&#039;ottimo lavoro di condizionamento.

Per rispondere al primo post, un condizionamento errato può essere cambiato, ma richiede un programma adeguato e professionisti che lo somministrino, ed anche in questo caso ci vorrà il supporto dell&#039;ambiente familiare.

Il mio parere è che basta davvero poco nei primi anni di vita del bambino per assicurargli un&#039;esistenza serena, quindi non vedo perchè i genitori non si debbano costantemente informare da canali come questo per un&#039;attenta educazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La gestione delle punizioni e delle ricompense è una fase cruciale dell&#8217;educazione di un bambino e i genitori dovrebbero porvi delicatezza e attenzione straordinarie.</p>
<p>Vorrei aggiungere al panorama dei cattivi esempi dell&#8217;articolo un classico del senso di colpa, il pianto nella culla. Pagine e pagine sono state scritte a partire da Skinner e quindi da decine di anni fa, su come il rinforzo di un comportamento negativo aumenta le possibilità di ripetizione di un tale comportamento.</p>
<p>Nonostante ciò sembra davvero inumano non andare &#8220;in soccorso&#8221; di un bambino che, nonostante i suoi bisogni primari siano stati soddisfatti, quando messo a letto, piange alla ricerca dei genitori.</p>
<p>In quei momenti il senso di colpa di abbandonare la povera creatura nell&#8217;oblio, annebbia la mente della maggior parte dei genitori, che corrono a confortare il/la piccolo/a. Inutile dire che il bambino dovrebbe essere lasciato nel suo momento di richiesta senza punizioni nè ricompense, perchè solo in quella maniera capirà l&#8217;inutilità del pianto.</p>
<p>Ancora una volta ripropongo il confronto con le società anglosassoni dove ogni giorno vedo schiere di bambini felici e mai piangenti in luoghi pubblici, quando i genitori magari sono al ristorante e loro si annoiano. E&#8217; interessante notare come i bambini apprendono a giocare nel loro mondo e ad osservare i genitori impeganti a fare altro senza richiamare la loro attenzioni con scenate isteriche degne dei più grandi protagonisti del melodramma.</p>
<p>Mi fa specie poi, spostandomi in un ristorante nel pieno centro di un quartiere italiano, come tornino alle mie orecchie urla, gemiti, scenate assordanti e genitori che dicono &#8220;Se smetti di piangere ti compro un gelato&#8221;.</p>
<p>Nessuno vuole fare inutili paragoni tra tratti diversi di culture diverse, ma fino a che punto bisognerà arrivare, prima che i genitori siano informati su come allevare un bambino, senza perpetrare nelle generazioni future errori figli dei primi del novecento.</p>
<p>E&#8217; importante notare come in Gran Bretagna e nei paesi affini, oggi esistano  tate o baby sitter addestrate nel condizionamento, che pubblicizzano le loro capacità sui giornali locali.</p>
<p>Sappiamo che sempre di più il nucleo familiare vede impeganti i due genitori nel lavoro, lasciando sempre meno spazio alle mamme casalinghe di una volta e sempre più campo alle baby sitter di turno.</p>
<p>Questa tendenza sottolinea un&#8217;altra grave problematica. Dove il genitore applica criteri di correzzione esatti, si può inserire il pessimo lavoro di modelli di riferimento temporanei con cui i bambini trascorrono molto  tempo. I bambini tendono ad assimilare in grandi proporzioni, quindi il genitore deve essere attento a selezionare adeguatamente chi si prende cura del figlio perchè costui o costei potrebbe inconsapevolmente sabotare l&#8217;ottimo lavoro di condizionamento.</p>
<p>Per rispondere al primo post, un condizionamento errato può essere cambiato, ma richiede un programma adeguato e professionisti che lo somministrino, ed anche in questo caso ci vorrà il supporto dell&#8217;ambiente familiare.</p>
<p>Il mio parere è che basta davvero poco nei primi anni di vita del bambino per assicurargli un&#8217;esistenza serena, quindi non vedo perchè i genitori non si debbano costantemente informare da canali come questo per un&#8217;attenta educazione.</p>
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		<title>Di: juanita</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>juanita</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2005 00:43:56 +0000</pubDate>
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		<description>E’ cosi’ deludente, pensare che un figlio per avere attenzioni, si accontenti anche di un rimprovero, pur di non essere ignorato.
 Sperimento giornalmente il desiderio che mia figlia ha, di essere coinvolta nelle cose che faccio e la voglia che ha d’imparare e di essere premiata. Quando e’ concentrata su qualcosa che fa’  e non vuole essere disturbata, mi accorgo che ogni tanto osserva me o il padre, per avere una considerazione, basta anche un sorriso e subito dopo ritorna  sul  suo gioco, secondo me anche con più allegria di prima.
Se molti genitori ,non si facessero prendere sempre dalla fretta, dai loro impegni e dessero alcune volte priorità ai desideri dei loro figli, molte leggi comportamentali sarebbero applicate  in modo appropriato e con naturalezza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ cosi’ deludente, pensare che un figlio per avere attenzioni, si accontenti anche di un rimprovero, pur di non essere ignorato.<br />
 Sperimento giornalmente il desiderio che mia figlia ha, di essere coinvolta nelle cose che faccio e la voglia che ha d’imparare e di essere premiata. Quando e’ concentrata su qualcosa che fa’  e non vuole essere disturbata, mi accorgo che ogni tanto osserva me o il padre, per avere una considerazione, basta anche un sorriso e subito dopo ritorna  sul  suo gioco, secondo me anche con più allegria di prima.<br />
Se molti genitori ,non si facessero prendere sempre dalla fretta, dai loro impegni e dessero alcune volte priorità ai desideri dei loro figli, molte leggi comportamentali sarebbero applicate  in modo appropriato e con naturalezza.</p>
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	<item>
		<title>Di: tiziana</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/quando-lerrore-e-dire-no/comment-page-1/#comment-47</link>
		<dc:creator>tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2005 08:20:11 +0000</pubDate>
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		<description>Alla luce di questo articolo bisogna riprogrammare i metodi educativi.  Ho potuto verificare, avendo a che fare con bambini, che alcuni di loro se sgridati ripetono all&#039;infinito il comportamento fonte di disturbo... con un&#039;intensità sempre crescente.
Lo stesso atteggiemento lo hanno però anche molti adulti, magari con modalità diverse, i quali difronte ad una osservazione negativa circa un loro comportamento semplicemente la ripetono all&#039;infinito.
Forse la disconferma di un comportamento va agita più che dialogata...
Ma come si recupera un bambino o un adulto che hanno già acquisito questo schema di risposta negativo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alla luce di questo articolo bisogna riprogrammare i metodi educativi.  Ho potuto verificare, avendo a che fare con bambini, che alcuni di loro se sgridati ripetono all&#8217;infinito il comportamento fonte di disturbo&#8230; con un&#8217;intensità sempre crescente.<br />
Lo stesso atteggiemento lo hanno però anche molti adulti, magari con modalità diverse, i quali difronte ad una osservazione negativa circa un loro comportamento semplicemente la ripetono all&#8217;infinito.<br />
Forse la disconferma di un comportamento va agita più che dialogata&#8230;<br />
Ma come si recupera un bambino o un adulto che hanno già acquisito questo schema di risposta negativo?</p>
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