Chi crede ancora alle fiabe?

di Nunzia Tarantini | in Blog, Coppia e famiglia

Forse l’opinione pubblica, che ricorre a processi di negazione, superando in assurdità quello a cui si assisteva vent’anni fa su problemi quali la droga, la delinquenza minorile, la malattia psichica, ossia, tutte quelle situazioni in cui viene meno il controllo del comportamento nei bambini e negli adolescenti.

Prendiamo uno dei delitti più impressionanti, per esempio quello in cui un adolescente uccide suo padre o sua madre senza la minima pietà per la sua vittima e studiamo la reazione dell’opinione pubblica di fronte a un delitto del genere.

Troveremo la solita oscillazione tra due estremi.

Da un lato ci sarà il lettore indignato che spera che l’assassino venga subito catturato e messo al sicuro in modo da non poter più nuocere, ripeterà con le solite frasi standard che la scuola deve insegnare a leggere, a scrivere e a far di conto, invece di lasciare che i giovani siano viziati da stravaganze esotiche come circoli creativi, gruppi di discussione o altro. E con questo il problema sarebbe risolto.

Dall’altro lato ci sarà il lettore sentimentale che versa lacrime calde sulla storia del delinquente, perché, dopotutto, di chi è la colpa se non dei genitori o della istituzione. È di solito la persona che propone più campi di calcetto nei ghetti urbani, o trova una facile soluzione mettendo i genitori dei ragazzi delinquenti in prigione.

Nelle due visioni c’è uno spettacolo desolante: o si fa i “duri”, appellandosi alle più inutili difese contro la vergogna e il senso di colpa, o si fa i “mollicci”, rifugiandosi in ingenue illusioni.

È ora di finirla con le fiabe.

È giunto il momento per la società italiana di uscire dal torpore e guardare in faccia la realtà, diventando più saggi per intraprendere i passi che devono condurre al trattamento dell’individuo anomalo.

Andare verso un sistema integrato che riabiliti tali deficit comportamentali, significa approfondire la natura di questi disturbi e disorganizzazioni della personalità infantile, attuare una buona prevenzione e strutturare una cura degna di questo nome.

A che cosa serve questo blog

di Nunzia Tarantini | in Blog

Ri-vivere offre ai genitori una spiegazione psicologica dei problemi legati alla crescita del bambino e dell’adolescente, consentendo loro di diventare consapevoli delle cose che, solitamente, già fanno d’intuito. La lettura delle pagine, l’esplorazione dei link, i suggerimenti bibliografici, i documenti on-line, si spera possano essere utili per il raggiungimento di questo obiettivo. Si cercherà di usare un linguaggio adatto alla situazione, ma con la piena coscienza che in alcuni punti la lettura sarà di difficile comprensione. In Ri-vivere non ci saranno consigli ma solo informazioni.

Ri-vivere consente agli “operatori del settore” un accesso sistematico a molteplici informazioni riguardanti la psicologia infantile tramite il tema trattato, ma anche tramite aggiornamenti bibliografici, informazioni su congressi, seminari ed attività formative e crea una base di discussione critica e interattiva per un intervento mirato ed efficace.