Noi genitori bambini

Maschere dei nani di Biancaneve

Nani o bambini?

Le forme di comportamento dei genitori contemporanei costituiscono un vasto territorio ancora da esplorare. Quel che è certo è che la coppia genitoriale rappresenta sempre meno un punto di riferimento sicuro. Che cosa sta effettivamente accadendo nell’odierna famiglia italiana?

I cosiddetti media propongono una pletora di persone che autonominatesi esperte della coppia e della famiglia, o investite di questo ruolo dai soliti tuttologi, espongono con ogni possibile sfumatura opinioni su problematiche psicologiche di ogni sorta, prediligendo quelle relative ad amore-coppia-famiglia, libere di aggirarsi in questa terra di nessuno che è la psicologia per la moderna informazione.

Nonostante i loro giudizi e opinioni rivelino sincerità e buonsenso, si tende a una estrema semplificazione di problemi complessi, offrendo spesso rapidi e accessibili toccasana che suscitano false speranze. Spesso, piuttosto che aiutare, arrecano danni, mettendo in trappola molte vittime.

Nel tratteggiare un quadro sociologico non si può dire che la coppia contemporanea, che ha maggiore sicurezza economica e fruisce di un maggiore benessere materiale, sia felice: si allinea e poi si adatta agli effetti inesorabili dell’industrializzazione, dell’urbanizzazione, del progresso tecnico e a tutte le contraddizioni che ne derivano rispetto ai valori della vita. I disturbi delle coppie non possono non tenere conto del contesto dei profondi mutamenti sociali che caratterizzano la vita contemporanea: si ha ragione di ritenere che i conflitti intrinseci di valori che si verificano nella nostra cultura in trasformazione hanno un’influenza diretta sul destino della vita familiare e delle relazioni familiari.

Sotto un profilo strettamente psicologico il vero problema sta nel fatto che quasi sempre un soggetto nevrotico ne sposa inevitabilmente un altro, e quasi sempre il conflitto nevrotico che ne scaturisce distrugge irrimediabilmente il matrimonio. In minima parte invece sembra salvarlo, in quei pochi casi in cui si trasforma in occasione adatta per conoscere meglio se stessi, e quindi anche l’altro da sé.

Nello specifico di un conflitto nevrotico di coppia N. W. Ackerman suggerisce che i problemi possono essere meglio compresi in termini di:

  • reciprocità e interdipendenza del rispettivo adattamento ai ruoli familiari;
  • complementarità del comportamento sessuale;
  • reciprocità del legame emotivo e sociale;
  • distribuzione dell’autorità e divisione del lavoro.

Quando una coppia coniugale ha figli, i problemi inerenti alla nuova condizione di genitori aggiungono un’ulteriore complessità alle relazioni familiari, e spesso il conflitto nella relazione di ruolo tra genitori si sovrappone agli elementi conflittuali già esistenti nella relazione di ruolo tra coniugi.

Quando poi la relazione coniugale si spezza aumenta il rischio di estraneità emotiva che travolge la prole producendo la disgregazione della vita familiare, con grave pregiudizio per il futuro sviluppo emotivo dei figli.

Purtroppo non tutte le turbe matrimoniali sfociano in una separazione: molti sono i casi in cui i coniugi restano insieme ma emotivamente estranei tra loro. L’unità della famiglia viene mantenuta solo fisicamente, ma in realtà si tratta di un divorzio emotivo tra i genitori: essi rimangono uniti non per amore, ma di volta in volta per necessità economiche, rigidi condizionamenti familiari o sociali di estrazione borghese, doveri morali verso i figli, o semplicemente per una dipendenza personale di origine psichica, o addirittura perché non hanno la forza o la voglia di confrontarsi con una nuova situazione.

In questi casi la coppia genitoriale mostra tratti infantili spesso patologici, le cui conseguenze si riversano inesorabilmente sullo sviluppo della personalità dei figli, sotto il profilo della salute psichica e mentale degli stessi.

Perfino genitori non minacciati da conflitti interiori e decadimento pulsionale e con una (apparentemente) buona relazione amorosa possono promuovere nell’ambito familiare patologie relazionali soprattutto verso i loro figli.

Le principali evidenziano:

  • prevalenza di bisogni infantili conflittuali e regressivi nella relazione;
  • ambivalenza e competitività di carattere nevrotico nella relazione amorosa;
  • avvicendamento nelle reazioni ansiose patologiche, con unione sessuale e amorosa meccanica e spersonalizzata;
  • comportamento immaturo ed impreparato ad una piena relazione amorosa: ricerca sistematica di un genitore nel partner, nel tentativo di poter rivivere il rapporto infantile originario figlio-genitore;
  • madri ultrapermissive e traumatizzanti, inabili e caotiche, donatrici e con identificazioni eccessive, unite a padri deboli e vulnerabili, con incertezze a porre limiti, ambigui e con confusa combinazione di qualità materne, norme e divieti, permessi e proibizioni, flessibilità e intransigenza;
  • sospetto, dubbio e indecisione dominano in famiglia, che risulta scarsamente integrata, confusa, divisa e frantumata, con delimitazione poco chiara dei ruoli dell’uomo e della donna.

Quadri così turbolenti determinano feroci sensi di insicurezza nei figli, dipendenza dagli oggetti, ma soprattutto non spiegano perché una coppia decide di mettere al mondo figli che dice di amare ma che contemporaneamente distrugge. È necessario riflettere sul fatto che innamorarsi non significa amare, che le scelte sessuali non si trasformano automaticamente in scelte amorose, che la gioia di un figlio appena nato spesso riflette quella provata nell’acquisto di una macchina nuova, che poi nella quotidianità è ben presto svalutata e superata. Naturalmente una macchina si può cambiare…

1 commento

  1. Armando
    Pubblicato il 12 marzo 2008 alle ore 16:40 | Permalink

    In effetti i figli spesso vengono concepiti per riempire un bel vuoto dei genitori o del genitore, esattamente come appunto succede quando si compra un’automobile o come quando si va in discoteca perché non si sa come passare il tempo.

Lascia un commento

La tua email non sarà mai pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati da *

*
*