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	<title>Commenti a: Mio figlio non mi chiama &#8220;mamma&#8221;</title>
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	<description>Seminari di Psicologia Infantile</description>
	<lastBuildDate>Sat, 07 Jan 2012 07:28:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: rosa.</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/mio-figlio-non-mi-chiama-mamma/comment-page-1/#comment-86</link>
		<dc:creator>rosa.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2006 12:45:25 +0000</pubDate>
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		<description>come dice tiziana è confortante sapere che l&#039;autismo nn ha una causa organica,ma ricado nello sconforto se penso che questo comportamento è insito nella nostra società.Infatti per me la nostra è una società autistica che non ascolta,e dove ogniuno vive nel suo mondo.Io non figli ma penso a quando divverro madre ho paura che saranno sofferenti a causa mia.Perchè non so se sarò in grado di ascoltare,se sarò presente o troppo impegnata a guadagnarmi un posto in questa società narcisista o se sarò come la madre di quel bambino cieco oppressiva e soffocante.So in prima persona cosa significa soffrire perchè uno dei tuoi genitori non ti protegge,non rispecchia la mamma ideale e ti spinge a cercarla nella fantasia che si fa sempre piu spazio nella tua vita.e del dolor insopportabile che si prova quando scopri che la realta è troppo diversa dalla fantasia e troppo dura tanto da ucciderti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come dice tiziana è confortante sapere che l&#8217;autismo nn ha una causa organica,ma ricado nello sconforto se penso che questo comportamento è insito nella nostra società.Infatti per me la nostra è una società autistica che non ascolta,e dove ogniuno vive nel suo mondo.Io non figli ma penso a quando divverro madre ho paura che saranno sofferenti a causa mia.Perchè non so se sarò in grado di ascoltare,se sarò presente o troppo impegnata a guadagnarmi un posto in questa società narcisista o se sarò come la madre di quel bambino cieco oppressiva e soffocante.So in prima persona cosa significa soffrire perchè uno dei tuoi genitori non ti protegge,non rispecchia la mamma ideale e ti spinge a cercarla nella fantasia che si fa sempre piu spazio nella tua vita.e del dolor insopportabile che si prova quando scopri che la realta è troppo diversa dalla fantasia e troppo dura tanto da ucciderti</p>
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		<title>Di: tiziana</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/mio-figlio-non-mi-chiama-mamma/comment-page-1/#comment-85</link>
		<dc:creator>tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2005 08:51:23 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è capitato di conoscere bambini con questi tratti, anche se più o meno accentuati, ho visto madri assecondare giochi troppo “bizzarri” dei loro figli, lasciarli perdersi nei loro mondi fantastici, problematiche evidenti e rilevate dall’ambiente circostante ma non dalla madre.
Ricordo in particolare due situazioni.
Una riguardava un bambino di sette anni completamente incapace di esprimersi, utilizzava parole inadeguate al concetto, non si lamentava mai nemmeno quando aveva problemi fisici, sempre preso da un suo mondo fantastico ma inaccessibile, era spesso assonnato e stanco. La madre in tutto ciò sembrava affetta dalla stessa problematica del figlio, molto presa da sé, sembrava sollevata dalla capacità del figlio di “stare solo”, “bizzarra” e così chiusa nella sua euforia da non riuscire a rilevare alcun problema. Il padre era assente.
Ho conosciuto poi un bambino non vedente affetto da una forma di autismo, anche lui era capace di interminabili silenzi, sempre solo, stordito, poco incline al contatto fisico, raramente aveva momenti di forte aggressività, viveva in un suo mondo costruito che si intravedeva poiché lo confondeva con la realtà. La madre era affetta da una forma conclamata di depressione, si prendeva cura del figlio in modo ossessionante, era onnipresente e opprimente nei suoi modi, non voleva assolutamente che il figlio sperimentasse anche la minima forma di autonomia (ad es. prendersi da solo un bicchiere di acqua), anche qui il padre era assente.
A partire da quanto letto nell’articolo è entusiasmante poter escludere l’origine organica del problema, anche se non so se nel caso del bambino non vedente la cecità possa aver influito in maniera determinante a creare il problema, per certo so che i bambini non vedenti dalla nascita cresciuti in famiglie “normali” non sviluppano questo problema.
Pur non volendo generalizzare quello che io ho visto mi chiedo se questa patologia presupponga un certo tipo di madre o situazione familiare, perché se così fosse si potrebbe anticipare la problematica o sperare che l’ambiente circostante rilevi il problema…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è capitato di conoscere bambini con questi tratti, anche se più o meno accentuati, ho visto madri assecondare giochi troppo “bizzarri” dei loro figli, lasciarli perdersi nei loro mondi fantastici, problematiche evidenti e rilevate dall’ambiente circostante ma non dalla madre.<br />
Ricordo in particolare due situazioni.<br />
Una riguardava un bambino di sette anni completamente incapace di esprimersi, utilizzava parole inadeguate al concetto, non si lamentava mai nemmeno quando aveva problemi fisici, sempre preso da un suo mondo fantastico ma inaccessibile, era spesso assonnato e stanco. La madre in tutto ciò sembrava affetta dalla stessa problematica del figlio, molto presa da sé, sembrava sollevata dalla capacità del figlio di “stare solo”, “bizzarra” e così chiusa nella sua euforia da non riuscire a rilevare alcun problema. Il padre era assente.<br />
Ho conosciuto poi un bambino non vedente affetto da una forma di autismo, anche lui era capace di interminabili silenzi, sempre solo, stordito, poco incline al contatto fisico, raramente aveva momenti di forte aggressività, viveva in un suo mondo costruito che si intravedeva poiché lo confondeva con la realtà. La madre era affetta da una forma conclamata di depressione, si prendeva cura del figlio in modo ossessionante, era onnipresente e opprimente nei suoi modi, non voleva assolutamente che il figlio sperimentasse anche la minima forma di autonomia (ad es. prendersi da solo un bicchiere di acqua), anche qui il padre era assente.<br />
A partire da quanto letto nell’articolo è entusiasmante poter escludere l’origine organica del problema, anche se non so se nel caso del bambino non vedente la cecità possa aver influito in maniera determinante a creare il problema, per certo so che i bambini non vedenti dalla nascita cresciuti in famiglie “normali” non sviluppano questo problema.<br />
Pur non volendo generalizzare quello che io ho visto mi chiedo se questa patologia presupponga un certo tipo di madre o situazione familiare, perché se così fosse si potrebbe anticipare la problematica o sperare che l’ambiente circostante rilevi il problema…</p>
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