La difesa maniacale nel comportamento infantile

La difesa maniacale è l’incapacità di dare alla propria realtà interna il suo pieno significato.

La difesa maniacale si presenta nel bambino quando nella fase di crescita non si offre un ambiente di presenze che sia “costante”: il bambino si struttura in base alle reazioni emotive agli “urti” provocati dall’ambiente sul suo psichismo e non in base alla possibilità di relazione con ciò che lo circonda.

Le sue caratteristiche principali sono:

  • negazione della realtà;
  • fuga dalla realtà interna verso la realtà esterna.

Il bambino si sente “morto dentro” e nonostante la sua tenera età vede il mondo in bianco e nero anziché a colori.

Nelle sue fantasie c’è una attivazione dei contrari:

  • vuoto-pieno;
  • morto-vivo, in crescita;
  • immobile-in movimento;
  • lento-veloce;
  • pesante-leggero;
  • depresso-felice;
  • triste-allegro;
  • serio-comico;
  • smembrato-integro.

Sono indicatori di difesa maniacale:

  • i giochi in cui il bambino tende a stancare violentemente maestre, analisti, tutori di vario genere;
  • i giochi ossessivamente orientati verso palloni, aeroplani, astronavi, tappeti volanti e tutto ciò che è espressione di leggerezza;
  • assenza totale di pause nei giochi, anche quelli meno eccitanti.

Nei bambini:

  • conservazione ossessiva di denaro o provviste, attivazione di sistemi di sicurezza, organizzazione di provviste per viaggi o periodi difficili, arsenale di armi e munizioni, costruzione di eserciti di robot e successivo attacco senza incertezze al nemico o contro l’avversario di gioco;
  • attacco “selvaggio” e caratterizzato da stato di esaltazione sino ad eccitazione sessuale;
  • fantasie o attuazione di defecazione sul nemico;
  • risate cattive di disprezzo, macabre, senza pausa;
  • entusiasmo senza limiti per il trionfo finale.

Nelle bambine:

  • giochi stereotipati con le bambole (lavaggio delle bambole, cambio di abiti, consueta passeggiata, etc.), senza interventi di varianti immaginative, che segnano la rimozione dell’istinto materno.

Sono in ogni caso comportamenti indicatori di difesa maniacale:

  • avversione ai giochi attivi, con preferenza per giochi apparentemente normali ma ripetitivi;
  • scarsa iniziativa, o subordinata all’intervento di un’altra persona che prenda i giocattoli;
  • incapacità di praticare giochi, inettitudine, inibizione al gioco o attitudine per i giochi coatti sono segnali di un sintomo ossessivo.

2 commenti

  1. Carmen B.
    Pubblicato il 2 giugno 2005 alle ore 2:40 | Permalink

    Ricordo giochi basati sulla fantasia, sull’interazione con altri bambini, pochi momenti di giochi in solitudine e ripetitivi. Credo che molto abbia fatto l’asilo che ho frequentato, dove i giochi si svolgevano sempre all’aperto in un ambiente ben strutturato e che stimolava l’invenzione di giochi non strettamente dipendenti da giocattoli-oggetto.
    Ora dico che per fortuna i miei genitori non hanno mai ceduto troppo alle richieste di giochi e bambole pubblicizzati e non ricordo di aver vissuto in maniera esasperata questa mancanza, anzi, poco mi importava. Pero’ ero ossessionata dal giocare con le mie cugine, straziata dal pianto quando dovevamo lasciarci. Vivevo quello che ora ho la possibilita’ definire un pieno-vuoto, vivo-morto. Sara’ stata questa la mia difesa maniacale…Il cambiamento della realta’ di gioco, cugine presenti – cugine assenti, mi provocava una destabilizzazione violenta, mentre io volevo rimanere attaccata a quella situazione di presenza e continuare il gioco all’infinito. Addirittura nella mia fantasia c’era il progetto di costruire una casa con loro per andare a vivere tutte insieme!
    Grazie per questo nuovo blog, e’impossibile non fermarsi a riflettere sulla propria infanzia. Non so dire se serva di piu’ ai genitori per capire i loro figli, o a tutti i figli per capire se stessi!

  2. laura
    Pubblicato il 2 giugno 2005 alle ore 17:05 | Permalink

    E’ bello avere questi indicatori comportamentali che possono segnalare alla madre o agli operatori disagi nel bambino. Naturalmente mi capita di vedere bimbi che giocano e che amano ripetere azioni di gioco, preferire soprattutto giochi con i robot che aggrediscono altri robot o le persone e confesso che mi risulta difficile rilevare una “normalità” o un “disagio”.
    Ci sono quindi parametri temporali di osservazione da prendere in considerazione prima di rilevare un disagio? Per esempio una maestra può giungere a probabili conclusioni dopo aver osservato il bambino per un intero anno scolastico? Oppure potrebbe essere utile osservare lo stile e il contenuto dei giochi dopo avergli proposto situazioni o giochi diversi per cui se il bambino reagisce in modo stereotipato a questo punto è più probabile che ci sia un disagio interiore?

Lascia un commento

La tua email non sarà mai pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati da *

*
*