Giganti con i piedi d’argilla

Adolescenti accelerati nella crescita, che vanno verso ampie conquiste sin dai primi anni di vita, non sono necessariamente viziati. Sono ragazzi ostinati, prepotenti, con eccessi di ira e con impulsi amplificati. Sono spinti ad ottenere successi e hanno il terrore del fallimento, sia nel campo estetico-sessuale, sia in quello intellettuale, scolastico e soprattutto sociale.

Lo stesso uso della droga, in questi individui, spesso origina dalle stratificazioni di insuccessi che pensano di aver già sommato come vita vissuta.

Nel racconto clinico, questi adolescenti manifestano un’adultità e una precoce acquisizione intellettuale a cui non corrisponde un adeguato vissuto corporeo. Sono ragazzi precoci che, in seguito, diventeranno adulti nevrotici, in quanto l’Io non fa il suo lavoro, anzi è carente per quel che riguarda la capacità di far fronte, di volta in volta, all’angoscia, alla paura e al senso di insicurezza.

Tutte le situazioni spiacevoli, ma anche quelle piacevoli, che comportano elementi pur limitati di angoscia e paura, possono essere affrontate da questi ragazzi in due modi opposti, ma in realtà abbastanza simili. Con la fuga, evitando totalmente l’obiettivo in quanto troppo ansiogeno, proprio come chi chiudendosi nella droga evita la vita, o con l’attacco, utilizzando modalità amplificate e radicali, come chi aggredisce la vita penetrandola con eccessi di disinibizione rispetto alla propria età.

Inoltre, questi ragazzi mostrano una soglia di tolleranza alla frustrazione eccezionalmente bassa, vale a dire che se si trovano esposti ad una situazione che potrebbe risultare frustrante non sono disposti all’eventualità di subirla, ma al contrario pretendono la totale e incondizionata gratificazione di tutti gli impulsi, senza averne un controllo ed un equilibrio adeguati.

Scrive Anne C. Petersen:

Provate ad immaginare un bambino che presenta tutte le caratteristiche della pubertà – una bambinetta di tre anni con un seno sviluppato o un maschietto poco più grande con la voce da uomo. Questo è ciò che vedremo nel 2250, se l’età della pubertà continua a scendere con il ritmo di oggi.

Se i bambini in età prescolastica indossano versioni in miniatura dell’abbigliamento adulto, la conseguenza più semplice per noi è trattare questi bambini come piccoli adulti e soprattutto non permettere loro di vivere i riti di passaggio. I rituali formano la cornice che contiene convenzioni, patti fra genitori e figli e accordi impliciti sugli obblighi reciproci, e se ben strutturati tali rituali permettono un sano sviluppo corporeo. Attraverso i riti di passaggio l’adolescente individua, riorienta e centralizza i suoi obiettivi, ossia pone attenzione all’azione corporea e diventa sempre più cosciente di se stesso e del suo precedente caos emozionale.

Genitori che considerano adulti i propri figli, che mostrano una specie di battaglia di potere senza tener conto del loro livello di maturità emotiva ed intellettuale, una madre che sceglie di lavorare quando i figli sono troppo piccoli, un padre che spesso non determina un serio limite, sono agenti pressogeni che portano il ragazzo a crescere, a crescere in fretta e spesso da solo. Ragazzi di genitori divorziati spesso devono rinunciare a fantasie infantili sull’armonia dei genitori, devono sottoporsi ad una serie di ulteriori esperienze che li spingono a maturare in fretta, senza saper né poter regredire.

L’accelerazione porta alla falsa crescita, ossia ad una crescita nevrotica: una regressione maligna – come direbbe M. Balint – segnerà la vita di questi adolescenti che, nel desiderio di regredire e ritrovare se stessi, si troveranno a gestire un corpo piccolo-infantile in una testa adulta ma farraginosa e povera di fantasia.

Giganti, ma con i piedi d’argilla.

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