Educare all’anormalità: il padre-madre

Tra i cambiamenti osservati nella famiglia occidentale, la partecipazione del marito e del padre ai compiti domestici e dunque anche all’allevamento dei bambini è senza dubbio evidente. Oggi non si sorride più quando si vede un padre tenere in braccio il bambino, lavarlo o metterlo a letto. Molti gli danno il biberon. Non solo, questo ruolo non sembra vergognoso, anzi appare naturale. Almeno è quello che i padri dicono spesso!

Tuttavia, il fatto che questi padri si siano definiti a volte “nuovi padri” rende questa affermazione un po’ sospetta, perché implicherebbe che ormai si deve parlare solo di “cure genitoriali” e non più di “cure materne”.

I nuovi padri si applicano e spesso scimmiottano le cure materne. In realtà, gli studi su questo argomento hanno dimostrato che le interazioni tra il padre e il lattante hanno i loro aspetti specifici: ad esempio, il padre che tiene il suo bambino tra le braccia lo tiene più in alto della moglie, la quale favorisce l’appoggiarsi del piccolo sul suo petto, mentre il padre invece preferisce che la testa del bambino gli accarezzi i lati del collo. È facile capire che questo modo di fare si spiega, almeno in parte, con le differenze di localizzazione delle zone erogene dei due sessi. Analogamente, gli uomini tengono il bambino più verticale – mentre le madri lo cullano più orizzontalmente – e il loro modo di cullarlo tende a essere caratterizzato da movimenti verticali, più rapidi e più attivi.

I padri hanno spesso un influsso tranquillizzante sui bambini, soprattutto con la voce, che è più grave. È lecito ritenere che, quando un bambino si sveglia di notte, venga tranquillizzato più facilmente dal padre che non dalla madre.

Queste differenze dimostrano che i comportamenti dei due genitori, anche se tendono allo stesso fine, non possono sovrapporsi. Da parte sua, il neonato riesce rapidamente a discriminare tra i due genitori. È stato osservato che spesso preferisce il padre, che gli sorride più facilmente, che lo guarda molto di più. Quando comincia le sue lallazioni, la ripetizione “ma-ma” è spesso rivolta al padre.

Tuttavia, è in questo periodo che si stabilisce la differenza tra i ruoli del padre e della madre. La teoria psicoanalitica si fonda sulla differenza dei ruoli sociali dei due genitori, e considera il padre:

  1. il rappresentante del mondo esterno;
  2. l’agente necessario alla separazione dalla madre.

In queste condizioni, l’ordine edipico viene sconvolto:

  • nel maschio, la presenza di un padre-madre può favorire una certa femminilità, perché i bambini si identificano più facilmente con il genitore considerato fonte di disillusioni decisive, e quindi con la madre assente;
  • nella femmina, la presenza di un padre-madre può favorire l’identificazione con il padre e il conseguente sviluppo di un atteggiamento mascolino invece di uno femminile tipico della loro natura.

Con la trasformazione del padre in madre si ha il primo e più importante esempio di deformazione dell’ambiente: nello stesso tempo, il bambino deforma il suo atteggiamento verso il proprio mondo interiore.

Questo è il modello più ricorrente della cosiddetta famiglia “schizofrenogenica”: madre dominante + padre arrendevole.

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