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	<title>Commenti per Ri-vivere</title>
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	<description>Seminari di Psicologia Infantile</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Jun 2010 12:10:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su In nome del padre. Che non c&#8217;è. di Carmen</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2010/06/04/nome-del-padre-che-c/comment-page-1/#comment-280</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:10:03 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; vero, un padre presente non e&#039; un evento da dare per scontato. E quanto e&#039; importante riconoscerne il valore anche nella vita adulta, e capire da dove provengono certi punti saldi della propria individualita&#039;. Senza mai perdere la memoria dei padri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero, un padre presente non e&#8217; un evento da dare per scontato. E quanto e&#8217; importante riconoscerne il valore anche nella vita adulta, e capire da dove provengono certi punti saldi della propria individualita&#8217;. Senza mai perdere la memoria dei padri.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su In nome del padre. Che non c&#8217;è. di CarmenColor</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2010/06/04/nome-del-padre-che-c/comment-page-1/#comment-279</link>
		<dc:creator>CarmenColor</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 06:27:02 +0000</pubDate>
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		<description>Prima di leggere sono rimasta molto colpita dalla immagine che introduce il post, un padre apatico e pigro sulla sedia a sdraio, forse perchè è una immagine vivida che personalmente ho vissuto per lunghi anni come la visione ripetuta all&#039;infinito di un brutto film.
Un padre che trascorre tutti i pomeriggi lavorativi estivi su una sedia a sdraio nella più completa apatia, non fa altro che togliere giorno dopo giorno quella luce anche tenue che serve al bambino per ravvivare i colori di tutto un mondo
che lui ha in mano, ma è come se molto spesso in questo mondo tutti i colori perdessero la loro nitidezza e si mescolassero in un&#039;unica tonalità di grigia monotonia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di leggere sono rimasta molto colpita dalla immagine che introduce il post, un padre apatico e pigro sulla sedia a sdraio, forse perchè è una immagine vivida che personalmente ho vissuto per lunghi anni come la visione ripetuta all&#8217;infinito di un brutto film.<br />
Un padre che trascorre tutti i pomeriggi lavorativi estivi su una sedia a sdraio nella più completa apatia, non fa altro che togliere giorno dopo giorno quella luce anche tenue che serve al bambino per ravvivare i colori di tutto un mondo<br />
che lui ha in mano, ma è come se molto spesso in questo mondo tutti i colori perdessero la loro nitidezza e si mescolassero in un&#8217;unica tonalità di grigia monotonia.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su In nome del padre. Che non c&#8217;è. di Zoe</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2010/06/04/nome-del-padre-che-c/comment-page-1/#comment-277</link>
		<dc:creator>Zoe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 16:07:01 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ritrovo nella parte di figlia che ha vissuto nell&#039;assenza di un padre, sia sul piano fisico che psichico.
é sconvolgente leggere la classifica delle &#039;patologie&#039;, poichè pezzi interi di una personalità mal sviluppata risuonano nelle frasi &#039;scarso contatto sociale, isolamento&#039; o &#039;tendenza a condotte di dipendenza&#039;..
Fa male sapere che &#039;un padre che non c&#039;è&#039; condiziona gli aspetti quotidiani di vita anche in età adulta: che triste condanna!
Quanta coscienza serve per sopravvivere a tale disastro?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo nella parte di figlia che ha vissuto nell&#8217;assenza di un padre, sia sul piano fisico che psichico.<br />
é sconvolgente leggere la classifica delle &#8216;patologie&#8217;, poichè pezzi interi di una personalità mal sviluppata risuonano nelle frasi &#8217;scarso contatto sociale, isolamento&#8217; o &#8216;tendenza a condotte di dipendenza&#8217;..<br />
Fa male sapere che &#8216;un padre che non c&#8217;è&#8217; condiziona gli aspetti quotidiani di vita anche in età adulta: che triste condanna!<br />
Quanta coscienza serve per sopravvivere a tale disastro?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il bambino picchiato di Aldo</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2006/05/22/il-bambino-picchiato/comment-page-1/#comment-276</link>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 13:53:17 +0000</pubDate>
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		<description>Ho 46 anni, tutta la mia vita é stata un fallimento totale, ho desiderato e tentato di suicidarmi varie volte, ho 2 matrimoni falliti alle spalle, un figlio che mi é stato proibito vedere. Mi sono aggrappato a una religione che pensavo come dicono loro fosse &quot;L&#039;unica vera religione&quot; chiedendo, anzi supplicando cosa mi succedeva in certi momenti della mia vita. Passavo dalla pace e felicità totale ad una aggressività,rabbia , odio e soprattutto pratica di immoralità sessuale estrema, droga, alcool, fumo, tutto questo ho raccontato ai Pastori della &quot;vera religione&quot;, il risultato: Mi hanno disassociato e allontanato da tutti i miei amici credenti.Tutta la mia vita é stata così fino a 4 anni fa quando grazie alla mia attuale moglie, mi ha aiutato con pazienza ad analizzare tutto il mio passato fino a quando ero bambino.
Ho letto parecchio sugli abusi ai bambini e le loro conseguenze, adesso so il perché dei miei fallimenti! Da quando avevo 3 anni ricordo solo schiaffi,legnate, bastonate, insulti da parte di mio padre e dei miei fratelli, mia madre poverina con 7 figli era anche lei una vittima. Non ricordo mai una carezza o un bacio. Da 4 a 6 anni sono stato abusato sessualmente da alcune donne, vicine di casa e non solo.Poche settimane fa ho avuto il coraggio di confessarlo a mia moglie.
Oggi sto meglio, leggo le Sacre Scritture, ed ho anche un sostegno da alcuni Veri Pastori Protestanti, e soprattutto L&#039;Amore vero di mia moglie. È un vero miracolo di come sono uscito da un incubo che durava tutta la vita. Si può guarire solo con L&#039;Amore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho 46 anni, tutta la mia vita é stata un fallimento totale, ho desiderato e tentato di suicidarmi varie volte, ho 2 matrimoni falliti alle spalle, un figlio che mi é stato proibito vedere. Mi sono aggrappato a una religione che pensavo come dicono loro fosse &#8220;L&#8217;unica vera religione&#8221; chiedendo, anzi supplicando cosa mi succedeva in certi momenti della mia vita. Passavo dalla pace e felicità totale ad una aggressività,rabbia , odio e soprattutto pratica di immoralità sessuale estrema, droga, alcool, fumo, tutto questo ho raccontato ai Pastori della &#8220;vera religione&#8221;, il risultato: Mi hanno disassociato e allontanato da tutti i miei amici credenti.Tutta la mia vita é stata così fino a 4 anni fa quando grazie alla mia attuale moglie, mi ha aiutato con pazienza ad analizzare tutto il mio passato fino a quando ero bambino.<br />
Ho letto parecchio sugli abusi ai bambini e le loro conseguenze, adesso so il perché dei miei fallimenti! Da quando avevo 3 anni ricordo solo schiaffi,legnate, bastonate, insulti da parte di mio padre e dei miei fratelli, mia madre poverina con 7 figli era anche lei una vittima. Non ricordo mai una carezza o un bacio. Da 4 a 6 anni sono stato abusato sessualmente da alcune donne, vicine di casa e non solo.Poche settimane fa ho avuto il coraggio di confessarlo a mia moglie.<br />
Oggi sto meglio, leggo le Sacre Scritture, ed ho anche un sostegno da alcuni Veri Pastori Protestanti, e soprattutto L&#8217;Amore vero di mia moglie. È un vero miracolo di come sono uscito da un incubo che durava tutta la vita. Si può guarire solo con L&#8217;Amore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Esistere e resistere come donna di Viviana De Giglio</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2010/03/09/esistere-resistere-donna/comment-page-1/#comment-258</link>
		<dc:creator>Viviana De Giglio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 21:01:05 +0000</pubDate>
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		<description>Il primo pensiero che ho avuto, finito di leggere l&#039;articolo, sembra uno slogan: tutte noi esistiamo, quante resistono?
La visione della Horney mi solleva il morale, anche se poi credo che il senso d&#039;inferiorità sia radicato, dotato di sfaccettature che toccano molteplici ambiti della vita e, soprattutto, trans-generazionale. In pratica una specie di bestia nera da combattere ogni giorno.
Sono &#039;spaventata&#039; anche dalla ricerca dell&#039;equilibrio tra parte femminile e Animus, perché sento che  vivere lo sbilanciamento verso una parte o l&#039;altra sia troppo facile!!
Quindi, come donna che esiste soltanto, cercherò quel punto d&#039;incontro tra le parti (sperando di trovarlo), quella sfera della vita con la quale vivere una nuova coscienza, superiore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo pensiero che ho avuto, finito di leggere l&#8217;articolo, sembra uno slogan: tutte noi esistiamo, quante resistono?<br />
La visione della Horney mi solleva il morale, anche se poi credo che il senso d&#8217;inferiorità sia radicato, dotato di sfaccettature che toccano molteplici ambiti della vita e, soprattutto, trans-generazionale. In pratica una specie di bestia nera da combattere ogni giorno.<br />
Sono &#8217;spaventata&#8217; anche dalla ricerca dell&#8217;equilibrio tra parte femminile e Animus, perché sento che  vivere lo sbilanciamento verso una parte o l&#8217;altra sia troppo facile!!<br />
Quindi, come donna che esiste soltanto, cercherò quel punto d&#8217;incontro tra le parti (sperando di trovarlo), quella sfera della vita con la quale vivere una nuova coscienza, superiore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il piccolo bambino e il suo educatore di Valeria</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-217</link>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:37:35 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo molto interessante il discorso, rispetto alla mia esperienza di educatrice spero di conservare per sempre la capacità di mettermi in discussione che spesso ai miei docenti è mancata, oppure avevano semplicemente perso per strada ormai tronfi sotto il peso di una cultura sterile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto interessante il discorso, rispetto alla mia esperienza di educatrice spero di conservare per sempre la capacità di mettermi in discussione che spesso ai miei docenti è mancata, oppure avevano semplicemente perso per strada ormai tronfi sotto il peso di una cultura sterile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il piccolo bambino e il suo educatore di viviana</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-214</link>
		<dc:creator>viviana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:04:44 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo in questo articolo un presupposto fondamentale: manca una formazione consapevole del personale a diretto contatto col bambino. Sicuramente c&#039;è la formazione pedagogica con i suoi contenuti da trasferire, l&#039;aspetto trascurato è la valida e reale selezione basata sulle modalità d&#039;approccio al bambino e sulle personali attitudini ad avere un contatto con l&#039;età infantile, per natura delicata, critica e decisiva.
Il dato sul quale mi soffermo è questo: il tempo che il bambino trascorre con queste figure, può addirittura superare quello trascorso con i propri genitori. Cosa succede se questo insegnante somministra i &quot;suoi atteggiamenti nevrotici, spesso inconsapevoli&quot;? Io rabbrividisco!
La mia esperienza scolastica è stata costellata da molti professori validi nei contenuti, ma scadenti nell&#039;insegnamento e nel modo di relazionarsi. Solo un pugno di questi ha saputo trasferire in me una passione, un metodo o un &quot;insegnamento di vita&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo in questo articolo un presupposto fondamentale: manca una formazione consapevole del personale a diretto contatto col bambino. Sicuramente c&#8217;è la formazione pedagogica con i suoi contenuti da trasferire, l&#8217;aspetto trascurato è la valida e reale selezione basata sulle modalità d&#8217;approccio al bambino e sulle personali attitudini ad avere un contatto con l&#8217;età infantile, per natura delicata, critica e decisiva.<br />
Il dato sul quale mi soffermo è questo: il tempo che il bambino trascorre con queste figure, può addirittura superare quello trascorso con i propri genitori. Cosa succede se questo insegnante somministra i &#8220;suoi atteggiamenti nevrotici, spesso inconsapevoli&#8221;? Io rabbrividisco!<br />
La mia esperienza scolastica è stata costellata da molti professori validi nei contenuti, ma scadenti nell&#8217;insegnamento e nel modo di relazionarsi. Solo un pugno di questi ha saputo trasferire in me una passione, un metodo o un &#8220;insegnamento di vita&#8221;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il piccolo bambino e il suo educatore di Armando</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-213</link>
		<dc:creator>Armando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:45:48 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido a pieno questo articolo, penso infatti che sia assolutamente necessario uno screening psicologico a monte di un inquadramento come insegnante. Del resto in ogni azienda, prima di un&#039;assunzione, si valutano le capacità psico-attitudinali del candidato, per cui a maggior ragione, ciò dovrebbe essere fatto per chi è a contatto con i bambini. Si eviterebbero situazioni catastrofiche come quelle che leggiamo in questi giorni sui giornali oppure, e prendo la mia esperienza personale, non si andrebbe incontro a situazioni come quelle di una maestra che trattava i propri alunni di scuola elementare come se avessero tutti delle forme di disturbo, scoprendo invece che era solo lei che ne aveva, avendo avuto una figlia con gravi problemi mentali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido a pieno questo articolo, penso infatti che sia assolutamente necessario uno screening psicologico a monte di un inquadramento come insegnante. Del resto in ogni azienda, prima di un&#8217;assunzione, si valutano le capacità psico-attitudinali del candidato, per cui a maggior ragione, ciò dovrebbe essere fatto per chi è a contatto con i bambini. Si eviterebbero situazioni catastrofiche come quelle che leggiamo in questi giorni sui giornali oppure, e prendo la mia esperienza personale, non si andrebbe incontro a situazioni come quelle di una maestra che trattava i propri alunni di scuola elementare come se avessero tutti delle forme di disturbo, scoprendo invece che era solo lei che ne aveva, avendo avuto una figlia con gravi problemi mentali.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il piccolo bambino e il suo educatore di Carmen</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-212</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:50:01 +0000</pubDate>
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		<description>da un punto di vista personale e professionale è stimolante confrontarsi sulla &#039;gioia professionale&#039; di cui si parla nel post mentre leggevo applicavo questi concetti al mio lavoro e notavo tante connessioni tra il ruolo dell&#039;educatore verso il bambino e il ruolo di chi educa al rispetto dell&#039;ambiente. ritengo fondamentale il presupposto di essere educati per poter educare , quante persone parlano a vuoto e non riescono mai a penetrare con un messaggio positivo! ecco la risposta, mancanza di gioia professionale e completa ineducazione dell&#039;educatore in primo luogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da un punto di vista personale e professionale è stimolante confrontarsi sulla &#8216;gioia professionale&#8217; di cui si parla nel post mentre leggevo applicavo questi concetti al mio lavoro e notavo tante connessioni tra il ruolo dell&#8217;educatore verso il bambino e il ruolo di chi educa al rispetto dell&#8217;ambiente. ritengo fondamentale il presupposto di essere educati per poter educare , quante persone parlano a vuoto e non riescono mai a penetrare con un messaggio positivo! ecco la risposta, mancanza di gioia professionale e completa ineducazione dell&#8217;educatore in primo luogo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le manifestazioni ossessive nel bambino di Emma</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2006/07/24/le-manifestazioni-ossessive-nel-bambino/comment-page-1/#comment-210</link>
		<dc:creator>Emma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:20:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=67#comment-210</guid>
		<description>Grazie di questo articolo. E&#039; molto bello e importante. Ho scritto diverse cose sul DOC sulle rivista con cui collaboro (non sul mio blog, non ancora, ma rimedierò!). Ma quello della prevenzione nell&#039;infanzia è un punto di vista che non ho mai ancora toccato in maniera approfondita, e che è molto interessante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie di questo articolo. E&#8217; molto bello e importante. Ho scritto diverse cose sul DOC sulle rivista con cui collaboro (non sul mio blog, non ancora, ma rimedierò!). Ma quello della prevenzione nell&#8217;infanzia è un punto di vista che non ho mai ancora toccato in maniera approfondita, e che è molto interessante.</p>
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