Archivi per categoria: Prima infanzia

L’attaccamento del bambino alla madre

La pausa fa parte di un ritmo autentico. Se è lunga rischia di diventare inerzia, quindi va declinata con il movimento: solo così il ritmo che ne deriverà sarà continuo e armonioso. Nulla è meglio di un articolo corposo per ricominciare.

Ricerche ultime dimostrano la correlazione persistente tra schemi di attaccamento lungo l’arco della vita e il loro influsso sullo sviluppo degli aspetti caratteristici della personalità e della psicopatologia. In

I segni premonitori dell’autismo

Progredire nello studio diagnostico dell’autismo presuppone un’osservazione precoce e completa per valutare tutti i parametri che permettano di convalidare ulteriormente le forme cliniche.

L’importanza di questa valutazione vale anche per la prognosi; in effetti molti indici precoci hanno verosimilmente un valore significativo per l’evoluzione e per le indicazioni terapeutiche.

I segni più caratteristici che possono essere osservati nei primi due anni dell’evoluzione di una sindrome autistica sono ben sintetizzati – precisando

No, l’autismo no!

La “sindrome dell’autismo infantile” è stata individuata e introdotta da Leo Kanner nel 1944.

Inizialmente Kanner considerava tale sindrome come un’incapacità in molti casi innata di stabilire un contatto affettivo, in seguito numerosi lavori – compresi quelli dello stesso autore – hanno attribuito l’autismo ad un rifiuto materno e a forti anomalie della relazione madre-bambino.

In effetti, il sintomo più evidente è che la madre, come rappresentante del mondo esterno, non

Educare all’anormalità: il padre-madre

Tra i cambiamenti osservati nella famiglia occidentale, la partecipazione del marito e del padre ai compiti domestici e dunque anche all’allevamento dei bambini è senza dubbio evidente. Oggi non si sorride più quando si vede un padre tenere in braccio il bambino, lavarlo o metterlo a letto. Molti gli danno il biberon. Non solo, questo ruolo non sembra vergognoso, anzi appare naturale. Almeno è quello che i padri dicono

Educare all’anormalità: la madre “cattiva”

Winnicott distingue tra:

  • una madre passabile, ossia colei che guardando il bambino sarà capace di riflettere nel proprio viso i sentimenti di quest’ultimo. Il bambino si specchia nel volto della madre in base al rapporto empatico che intercorre tra loro;
  • una madre non passabile, individuabile come colei che è troppo presa da ansie e preoccupazioni: “Sarà giusto quello che faccio?”, “Come devo fare?”.

Una madre non passabile è tale perché