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Educare all’anormalità: la madre “cattiva”

Winnicott distingue tra:

  • una madre passabile, ossia colei che guardando il bambino sarà capace di riflettere nel proprio viso i sentimenti di quest’ultimo. Il bambino si specchia nel volto della madre in base al rapporto empatico che intercorre tra loro;
  • una madre non passabile, individuabile come colei che è troppo presa da ansie e preoccupazioni: “Sarà giusto quello che faccio?”, “Come devo fare?”.

Una madre non passabile è tale perché

Educare alla normalità: non “fare”, ma “essere” bravi genitori

La prima fase del matrimonio, dal suo inizio sino al concepimento o alla nascita del primo figlio, è simile al “giuoco della casa”: la coppia si dedica entusiasticamente all’arredamento della casa, alle innovazioni gastronomiche, alla felice intimità sessuale, prova il piacere di una compagnia costante.

Il marito è contento di non dividere con nessuno le attenzioni e l’affetto della moglie; la moglie è felice per le gentilezze galanti che appartengono

Droga e gioventù

La dipendenza coatta da droghe e sostanze stupefacenti può avere effetti catastrofici perché chiude la via all’autenticità di emozioni, affetti e sentimenti.

La droga serve a manipolare il corpo affinché produca i sentimenti desiderati, di solito positivi e legati ad una vita senza ostacoli. Lo stesso meccanismo si ritrova peraltro con il consumo di droghe legali, come gli stessi psicofarmaci, che ormai sostituiscono anche la più banale psicoterapia.

Molti adolescenti assumono

Bambini deprivati, adulti depravati!

Non tutti i bambini hanno vissuto una fusione primaria ottimale con la madre o con l’ambiente: essa è l’illusione di essere un tutt’uno con la madre-seno, nutrita nei primissimi mesi di vita e alimentata da sensazioni di contatto e olfattive, visive e uditive che lo legano alla madre, che lo contiene empaticamente.

Da queste sensazioni corporee di fusione primaria emergerà il Sé del bambino, fatto all’origine di esperienze corporee destinate

Il colore nel disegno infantile e adolescenziale

Il colore, più della forma, è puro linguaggio emotivo che permette di evidenziare aspetti psichici – altrimenti insondabili – dell’inespresso e dell’inesprimibile.

Ragazzi che dimostrano, per esempio, di aver raggiunto un livello adeguato nella propria strutturazione del disegno non sempre e non necessariamente utilizzano colori consoni allo stadio evolutivo raggiunto.

Al contrario, adolescenti che mostrano evidenti difficoltà nella strutturazione di forme possono manifestare attraverso l’utilizzo del colore capacità organizzative non pensabili.

Il