Archivi per categoria: Adolescenza

Mio figlio tiranno

S. Freud sottolinea che ogni bambino passa attraverso un periodo di nevrosi infantile. M. Klein ci mostra che il primo sviluppo infantile abbraccia due fasi in cui insorgono ansie di natura psicotica, cioè fantasie e sentimenti deliranti, sia persecutori che depressivi. Normalmente il bambino, crescendo, guarisce perfettamente, in caso contrario egli porterà tracce nella vita adulta e a un certo punto presenterà una nevrosi manifesta. Psicosi nella fase adulta

Non sono più un bambino! (II e ultima parte)

Trattare il proprio figlio come un eterno bambino significa rischiare di divorarlo. Il “genitore che divora” porta il bambino a sentirsi psichicamente morto o intorpidito e questa condizione caratterizza la sua infanzia così come anche la sua adolescenza negli aspetti più intensi e significativi.

Il bambino intorpidito spesso vive una continua assenza di significato nel gioco e nelle relazioni in genere, abbandona di continuo un gioco per intraprenderne un altro

Non sono più un bambino! (I parte)

Man mano che il bambino cresce grazie alle cure materne, viene ricondotto dalla madre stessa ad una maggiore consapevolezza verso l’ambiente: in termini di energia o di carica libidica ciò significa che deve aver luogo un progressivo spostamento della libido dall’interno del corpo verso la sua periferia.

Il bambino deve scoprire il mondo, superando il suo più grande desiderio: quello di restare incollato alla madre e al suo utero in

Il bambino picchiato

Usare violenza sul bambino o picchiarlo, equivale sempre e comunque ad abusare di lui. Le conseguenze di questo atto sono gravi e si protraggono per tutta la vita.

Il corpo del bambino conserva dentro di sé l’esperienza dell’aggressività subita, aggressività che l’individuo adulto rivolgerà contro altri individui, e forse principalmente verso i suoi propri figli.

Comunque un bambino picchiato può anche rivolgere l’aggressività che ha ricevuto contro se stesso, sprofondando in

Su, fa’ la cacca nel vasino!

Il bambino che si trova tra l’inizio del secondo anno di vita e il terzo vive lo stadio anale. In questo stadio prevalgono due tendenze: la prima è caratterizzata dalla defecazione, in cui il bambino trae il suo piacere dall’evacuazione, ossia, dall’eliminazione degli escrementi; nella seconda predomina la ritenzione degli escrementi e il dominio degli oggetti.

Ernest Jones, in uno scritto intitolato “Tratti del carattere erotico-anale”, traccia le linee