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	<title>Commenti a: Il piccolo bambino e il suo educatore</title>
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	<description>Seminari di Psicologia Infantile</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 Jun 2010 12:10:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Valeria</title>
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		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:37:35 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo molto interessante il discorso, rispetto alla mia esperienza di educatrice spero di conservare per sempre la capacità di mettermi in discussione che spesso ai miei docenti è mancata, oppure avevano semplicemente perso per strada ormai tronfi sotto il peso di una cultura sterile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto interessante il discorso, rispetto alla mia esperienza di educatrice spero di conservare per sempre la capacità di mettermi in discussione che spesso ai miei docenti è mancata, oppure avevano semplicemente perso per strada ormai tronfi sotto il peso di una cultura sterile.</p>
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		<title>Di: viviana</title>
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		<dc:creator>viviana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:04:44 +0000</pubDate>
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		<description>Trovo in questo articolo un presupposto fondamentale: manca una formazione consapevole del personale a diretto contatto col bambino. Sicuramente c&#039;è la formazione pedagogica con i suoi contenuti da trasferire, l&#039;aspetto trascurato è la valida e reale selezione basata sulle modalità d&#039;approccio al bambino e sulle personali attitudini ad avere un contatto con l&#039;età infantile, per natura delicata, critica e decisiva.
Il dato sul quale mi soffermo è questo: il tempo che il bambino trascorre con queste figure, può addirittura superare quello trascorso con i propri genitori. Cosa succede se questo insegnante somministra i &quot;suoi atteggiamenti nevrotici, spesso inconsapevoli&quot;? Io rabbrividisco!
La mia esperienza scolastica è stata costellata da molti professori validi nei contenuti, ma scadenti nell&#039;insegnamento e nel modo di relazionarsi. Solo un pugno di questi ha saputo trasferire in me una passione, un metodo o un &quot;insegnamento di vita&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo in questo articolo un presupposto fondamentale: manca una formazione consapevole del personale a diretto contatto col bambino. Sicuramente c&#8217;è la formazione pedagogica con i suoi contenuti da trasferire, l&#8217;aspetto trascurato è la valida e reale selezione basata sulle modalità d&#8217;approccio al bambino e sulle personali attitudini ad avere un contatto con l&#8217;età infantile, per natura delicata, critica e decisiva.<br />
Il dato sul quale mi soffermo è questo: il tempo che il bambino trascorre con queste figure, può addirittura superare quello trascorso con i propri genitori. Cosa succede se questo insegnante somministra i &#8220;suoi atteggiamenti nevrotici, spesso inconsapevoli&#8221;? Io rabbrividisco!<br />
La mia esperienza scolastica è stata costellata da molti professori validi nei contenuti, ma scadenti nell&#8217;insegnamento e nel modo di relazionarsi. Solo un pugno di questi ha saputo trasferire in me una passione, un metodo o un &#8220;insegnamento di vita&#8221;.</p>
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		<title>Di: Armando</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-213</link>
		<dc:creator>Armando</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 08:45:48 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido a pieno questo articolo, penso infatti che sia assolutamente necessario uno screening psicologico a monte di un inquadramento come insegnante. Del resto in ogni azienda, prima di un&#039;assunzione, si valutano le capacità psico-attitudinali del candidato, per cui a maggior ragione, ciò dovrebbe essere fatto per chi è a contatto con i bambini. Si eviterebbero situazioni catastrofiche come quelle che leggiamo in questi giorni sui giornali oppure, e prendo la mia esperienza personale, non si andrebbe incontro a situazioni come quelle di una maestra che trattava i propri alunni di scuola elementare come se avessero tutti delle forme di disturbo, scoprendo invece che era solo lei che ne aveva, avendo avuto una figlia con gravi problemi mentali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido a pieno questo articolo, penso infatti che sia assolutamente necessario uno screening psicologico a monte di un inquadramento come insegnante. Del resto in ogni azienda, prima di un&#8217;assunzione, si valutano le capacità psico-attitudinali del candidato, per cui a maggior ragione, ciò dovrebbe essere fatto per chi è a contatto con i bambini. Si eviterebbero situazioni catastrofiche come quelle che leggiamo in questi giorni sui giornali oppure, e prendo la mia esperienza personale, non si andrebbe incontro a situazioni come quelle di una maestra che trattava i propri alunni di scuola elementare come se avessero tutti delle forme di disturbo, scoprendo invece che era solo lei che ne aveva, avendo avuto una figlia con gravi problemi mentali.</p>
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		<title>Di: Carmen</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2009/12/13/il-piccolo-bambino-il-suo-educatore/comment-page-1/#comment-212</link>
		<dc:creator>Carmen</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 18:50:01 +0000</pubDate>
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		<description>da un punto di vista personale e professionale è stimolante confrontarsi sulla &#039;gioia professionale&#039; di cui si parla nel post mentre leggevo applicavo questi concetti al mio lavoro e notavo tante connessioni tra il ruolo dell&#039;educatore verso il bambino e il ruolo di chi educa al rispetto dell&#039;ambiente. ritengo fondamentale il presupposto di essere educati per poter educare , quante persone parlano a vuoto e non riescono mai a penetrare con un messaggio positivo! ecco la risposta, mancanza di gioia professionale e completa ineducazione dell&#039;educatore in primo luogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da un punto di vista personale e professionale è stimolante confrontarsi sulla &#8216;gioia professionale&#8217; di cui si parla nel post mentre leggevo applicavo questi concetti al mio lavoro e notavo tante connessioni tra il ruolo dell&#8217;educatore verso il bambino e il ruolo di chi educa al rispetto dell&#8217;ambiente. ritengo fondamentale il presupposto di essere educati per poter educare , quante persone parlano a vuoto e non riescono mai a penetrare con un messaggio positivo! ecco la risposta, mancanza di gioia professionale e completa ineducazione dell&#8217;educatore in primo luogo.</p>
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