Archivio per mese: luglio 2006

Il bambino disegna le sue ossessioni (1)

Analizziamo* alcuni simboli che il bambino usa quando vuole esprimere manifestazioni ossessive.

I più comuni nel rappresentare un personaggio o una figura umana sono:

  • soggetti piccoli con particolari microscopici (occhi, testa, ecc…);
  • soggetti disegnati ma poi cancellati, marcati e fortemente scuri, raschiati, ombreggiati con una cura straordinaria nei dettagli, meticolosamente rappresentati;
  • gusto dell’ordine e delle precisioni;
  • preoccupazione della simmetria;
  • disegno dei personaggi con aggiunta di una cornice:

Le manifestazioni ossessive nel bambino

La prima domanda che una madre si pone quando vede dei rituali che si ripetono nel suo bambino è volta a dare un nome a queste manifestazioni, per riconoscerle e curarle. Sapere che spesso questi rituali con carattere coatto e ripetitivo, che il bambino mette in atto nel suo agire quotidiano, sono manifestazioni di tipo ossessivo è fondamentale per intraprendere strategie di intervento appropriate.

Già S. Freud, in Al di

Mio figlio tiranno

S. Freud sottolinea che ogni bambino passa attraverso un periodo di nevrosi infantile. M. Klein ci mostra che il primo sviluppo infantile abbraccia due fasi in cui insorgono ansie di natura psicotica, cioè fantasie e sentimenti deliranti, sia persecutori che depressivi. Normalmente il bambino, crescendo, guarisce perfettamente, in caso contrario egli porterà tracce nella vita adulta e a un certo punto presenterà una nevrosi manifesta. Psicosi nella fase adulta

La primitività della psiche infantile

Nell’evoluzione psicoistintiva del bambino i genitori non tengono sufficientemente conto degli elementi aggressivi o distruttivi e di quanto questi elementi effettivamente agiscano, nell’interiorità psichica e nell’inconscio del bambino, quali produttori di conflitti e angosce.

Spesso si da troppa importanza all’ambiente familiare come tale, agli errori degli adulti, alle influenze esterne educative e repressive; troppo poca ai conflitti essenziali inerenti agli istinti bassi propri del bambino, che non ha un Io

Ancora un blackout

Ancora un “blackout”, stavolta di quasi 24 ore: ne stiamo accertando la causa insieme al nostro fornitore di hosting, dopo aver messo su alla meglio il blog con alcune limitazioni (per adesso è impossibile commentare, per esempio).

Scuse particolari ai miei studenti di Firenze, non perché siano diversi da tutti gli altri ma semplicemente perché sono sotto esame e si sa in questi casi è sempre in agguato una qualche