Archivio per mese: maggio 2006

Non sono più un bambino! (I parte)

Man mano che il bambino cresce grazie alle cure materne, viene ricondotto dalla madre stessa ad una maggiore consapevolezza verso l’ambiente: in termini di energia o di carica libidica ciò significa che deve aver luogo un progressivo spostamento della libido dall’interno del corpo verso la sua periferia.

Il bambino deve scoprire il mondo, superando il suo più grande desiderio: quello di restare incollato alla madre e al suo utero in

Il bambino picchiato

Usare violenza sul bambino o picchiarlo, equivale sempre e comunque ad abusare di lui. Le conseguenze di questo atto sono gravi e si protraggono per tutta la vita.

Il corpo del bambino conserva dentro di sé l’esperienza dell’aggressività subita, aggressività che l’individuo adulto rivolgerà contro altri individui, e forse principalmente verso i suoi propri figli.

Comunque un bambino picchiato può anche rivolgere l’aggressività che ha ricevuto contro se stesso, sprofondando in

Su, fa’ la cacca nel vasino!

Il bambino che si trova tra l’inizio del secondo anno di vita e il terzo vive lo stadio anale. In questo stadio prevalgono due tendenze: la prima è caratterizzata dalla defecazione, in cui il bambino trae il suo piacere dall’evacuazione, ossia, dall’eliminazione degli escrementi; nella seconda predomina la ritenzione degli escrementi e il dominio degli oggetti.

Ernest Jones, in uno scritto intitolato “Tratti del carattere erotico-anale”, traccia le linee

Buon compleanno, Freud!

Logo dell'anno commemorativoLogo dell’anno commemorativo della Sigmund Freud Foundation.

Illustre Professore,
[…] E quanto all’uomo, Lei non potrà liberarsi di me, se non altro perché sarò io a non mollarla; io me ne sto aggrappato ben forte, e così ci rimetterei un pezzo di pelle se mi scrollasse via.
Spero che le mie dichiarazioni d’amore non suonino troppo monotone. In fondo, però, sono tranquillo a questo riguardo, da

Scopriamo il piccolo delinquente

Nel sistema scolastico predomina uno stato di incoscienza spesso allarmante per la mancanza di una preoccupazione educativa e di una prassi preventiva verso il piccolo delinquente. Parimenti nell’istituzione familiare esiste uno stato di incoscienza quasi paradossale: gli stessi genitori non sanno di essere essi stessi i precursori di una futura delinquenza del figlio. La carenza dell’autorità genitoriale, soprattutto paterna, e l’assenza fisica della madre o del padre portano inevitabilmente