<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Sui primissimi rapporti madre-bambino</title>
	<atom:link href="http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/</link>
	<description>Seminari di Psicologia Infantile</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Aug 2010 00:19:35 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=abc</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Di: giulia</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-27</link>
		<dc:creator>giulia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2005 11:16:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-27</guid>
		<description>Un mio amico sintetizza con un&#039;immagine questo processo che avrebbe luogo nell&#039;infanzia (anzi, leggendo qui, nella post nascita) di un afetto non ricevuto dalla madre che genera incapacità di amare da adulti..La bottiglia piena è colui/e che può dare amore perchè ne ha ricevuto..il contrario è rappresentato dauna bottiglia vuota.
Alla mia domanda se un adulto può rimediare a questa mancanza, in parte ho ricevuto la risposta: Se ne ha consapevolezza sì.Ma in parte chiedo se e come effettivamente un adulto può imparare ad amre e a manifestralo,senza che sembri comunque artificioso o addirittura &quot;costruito&quot;. Spesso la donna avverte questa incapacità dall&#039;altra parte, e se ne fa carico, con la certezza di investire di tanto amore l&#039;altro, da modificare questa caratteristica..Come offrire l&#039;esempio..
Ma gli uomini ironizaano sulla &quot;presunzione&quot; che ha la donna, all&#039;inizio di ogni rapporto, di &quot;cambiarli&quot;..
Però a questo punto mi chiedo: com&#039;è possibile che la stessa donna, che si sente così pian di amore è la stessa madre che non dà affetto al bambino, così da generare un figlio che da adulto sarà simile al marito?
Questa è davvero una responsabilità immensa..della donna come scrive Luigi, ma non sarà che il marito-padre non immetta abbastanza amore per aiutarla in questa responsabilità?
Giulia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un mio amico sintetizza con un&#8217;immagine questo processo che avrebbe luogo nell&#8217;infanzia (anzi, leggendo qui, nella post nascita) di un afetto non ricevuto dalla madre che genera incapacità di amare da adulti..La bottiglia piena è colui/e che può dare amore perchè ne ha ricevuto..il contrario è rappresentato dauna bottiglia vuota.<br />
Alla mia domanda se un adulto può rimediare a questa mancanza, in parte ho ricevuto la risposta: Se ne ha consapevolezza sì.Ma in parte chiedo se e come effettivamente un adulto può imparare ad amre e a manifestralo,senza che sembri comunque artificioso o addirittura &#8220;costruito&#8221;. Spesso la donna avverte questa incapacità dall&#8217;altra parte, e se ne fa carico, con la certezza di investire di tanto amore l&#8217;altro, da modificare questa caratteristica..Come offrire l&#8217;esempio..<br />
Ma gli uomini ironizaano sulla &#8220;presunzione&#8221; che ha la donna, all&#8217;inizio di ogni rapporto, di &#8220;cambiarli&#8221;..<br />
Però a questo punto mi chiedo: com&#8217;è possibile che la stessa donna, che si sente così pian di amore è la stessa madre che non dà affetto al bambino, così da generare un figlio che da adulto sarà simile al marito?<br />
Questa è davvero una responsabilità immensa..della donna come scrive Luigi, ma non sarà che il marito-padre non immetta abbastanza amore per aiutarla in questa responsabilità?<br />
Giulia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: luigi</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-26</link>
		<dc:creator>luigi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2005 12:19:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-26</guid>
		<description>RIGUARDO  IL MIO ALLATTAMENTO NON SAPREI PROPRIO IN QUANTO NON SAPREI A CHI CHIEDERLO, RICORDO SOLO IN SEGUITO NEL CORSO DELLA INFANZIA, CHE MIA  MADRE ABBIA SOFFERTO NEL FARMI NASCERE E COMUNQUE ANCHE IO ERO A RISCHIO, VENNI CONCEPITO AI 40 ANNI DI MIA MADRE. NON RICORDO  ASSOLUTAMENTE NESSUN COLLOQUIO, NESSUN ESPRESSIONE SE QUELLA INFELICE, POCHE PAROLE, UNA APPARENTE INDIFFERENZA,  ATTEGGIAMENTI TRA ADULTO E ADULTO PER QUANTO NON LO ERO, IN ALTRI TERMINI ATMOSFERE DA FRIGORIFERO  DI CUI SOPRA.  DALLA&#039;LTRO CANTO CONCEPITO COME UN ANDROIDE, UNA CARTA GIOCATA ALL&#039;ULTIMO ISTANTE PER CORREGGERE UNA PARTITA DI GIOCO PERSA, MA CONDIVISA DA TUTTO LO STAFF FAMILIARE PARLO DI ZII E NONNI, UNA SICUREZZA NEI MIEI CONFRONTI. VOGLIO  CONCLUDERE CHE L&#039;ASSENZA CORPOREA E NON SOLO,  DI UNA MAMMA NEI CONFRONTI DI UN FIGLIO  SIA ALTAMENTE NOCIVA E DELETERIA PER LO STESSO NEGLI ANNI IN CUI DIVENTERA&#039; ADULTO, QUINDI ALLE MAMME DICO ATTENZIONE A QUELLO FATE IN QUANTO LA VOSTRA RESPONSABILITA&#039; E&#039; IMMENSA.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RIGUARDO  IL MIO ALLATTAMENTO NON SAPREI PROPRIO IN QUANTO NON SAPREI A CHI CHIEDERLO, RICORDO SOLO IN SEGUITO NEL CORSO DELLA INFANZIA, CHE MIA  MADRE ABBIA SOFFERTO NEL FARMI NASCERE E COMUNQUE ANCHE IO ERO A RISCHIO, VENNI CONCEPITO AI 40 ANNI DI MIA MADRE. NON RICORDO  ASSOLUTAMENTE NESSUN COLLOQUIO, NESSUN ESPRESSIONE SE QUELLA INFELICE, POCHE PAROLE, UNA APPARENTE INDIFFERENZA,  ATTEGGIAMENTI TRA ADULTO E ADULTO PER QUANTO NON LO ERO, IN ALTRI TERMINI ATMOSFERE DA FRIGORIFERO  DI CUI SOPRA.  DALLA&#8217;LTRO CANTO CONCEPITO COME UN ANDROIDE, UNA CARTA GIOCATA ALL&#8217;ULTIMO ISTANTE PER CORREGGERE UNA PARTITA DI GIOCO PERSA, MA CONDIVISA DA TUTTO LO STAFF FAMILIARE PARLO DI ZII E NONNI, UNA SICUREZZA NEI MIEI CONFRONTI. VOGLIO  CONCLUDERE CHE L&#8217;ASSENZA CORPOREA E NON SOLO,  DI UNA MAMMA NEI CONFRONTI DI UN FIGLIO  SIA ALTAMENTE NOCIVA E DELETERIA PER LO STESSO NEGLI ANNI IN CUI DIVENTERA&#8217; ADULTO, QUINDI ALLE MAMME DICO ATTENZIONE A QUELLO FATE IN QUANTO LA VOSTRA RESPONSABILITA&#8217; E&#8217; IMMENSA.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: juanita</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-25</link>
		<dc:creator>juanita</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2005 03:51:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-25</guid>
		<description>Sono una madre di una bimba di 16 mesi e i quesiti che mi pongo su come affrontare le diverse situazioni che mi si presentano nella crescita di mia figlia sono varie e molteplici. Sono convinta che un genitore, davanti a problematiche nuove e imprevedibili di un figlio di qualsiasi età, dovrebbe soffermarsi un         attimo         e cercare di capire come intervenire per il meglio, ma sicuramente iniziando  ad intervenire  prima su se stesso, perché è facile cadere in quei meccanismi o reazioni automatiche  sbagliate, ereditate dal proprio vissuto e ambiente  familiare. Mi capita spesso, di vedere madri o padri reagire e agire sui figli  senza soffermarsi mai su  quell’        attimo         ma  riproporre gli stessi atteggiamenti sbagliati visti e vissuti nella loro infanzia, anzi molte volte rinforzati  e magari ritenuti  validi e giusti proprio per questo,  ignari dei danni che recano sui loro figli. Alle varie fasi di un bambino, di sviluppo, di crescita, dovrebbero esserci  anche le varie fasi dei  genitori. Ed è per questo che vorrei comprendere meglio quello che è avvenuto a mia figlia, Nadine, l’ultima volta che le ho fatto il bagnetto. Da premettere che è stata sempre felice di farlo, che adora stare nell’acqua, per lei e anche per me è un momento piacevolissimo, lo è sempre stato dalla sua nascita, fino a  quando un giorno mentre la lavavo, incomincio’ a piangere perché voleva uscire dalla vasca, piangeva in maniera insistente e dolorosa,  una cosa mai affrontata prima e in più stupita della sua reazione. Dopo aver cercato in tutte le maniere di convincerla con il gioco a calmarsi,  ho dovuto forzarla a rimanere seduta perché dovevo finire di lavarla,  tutto questo in un pianto disperato. Vorrei capire che cosa è successo  in lei e com’è giusto comportarsi in questi casi.
Sono felice, finalmente, di poter esporre il mio problema  e di avere delle risposte valide e adeguate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una madre di una bimba di 16 mesi e i quesiti che mi pongo su come affrontare le diverse situazioni che mi si presentano nella crescita di mia figlia sono varie e molteplici. Sono convinta che un genitore, davanti a problematiche nuove e imprevedibili di un figlio di qualsiasi età, dovrebbe soffermarsi un         attimo         e cercare di capire come intervenire per il meglio, ma sicuramente iniziando  ad intervenire  prima su se stesso, perché è facile cadere in quei meccanismi o reazioni automatiche  sbagliate, ereditate dal proprio vissuto e ambiente  familiare. Mi capita spesso, di vedere madri o padri reagire e agire sui figli  senza soffermarsi mai su  quell’        attimo         ma  riproporre gli stessi atteggiamenti sbagliati visti e vissuti nella loro infanzia, anzi molte volte rinforzati  e magari ritenuti  validi e giusti proprio per questo,  ignari dei danni che recano sui loro figli. Alle varie fasi di un bambino, di sviluppo, di crescita, dovrebbero esserci  anche le varie fasi dei  genitori. Ed è per questo che vorrei comprendere meglio quello che è avvenuto a mia figlia, Nadine, l’ultima volta che le ho fatto il bagnetto. Da premettere che è stata sempre felice di farlo, che adora stare nell’acqua, per lei e anche per me è un momento piacevolissimo, lo è sempre stato dalla sua nascita, fino a  quando un giorno mentre la lavavo, incomincio’ a piangere perché voleva uscire dalla vasca, piangeva in maniera insistente e dolorosa,  una cosa mai affrontata prima e in più stupita della sua reazione. Dopo aver cercato in tutte le maniere di convincerla con il gioco a calmarsi,  ho dovuto forzarla a rimanere seduta perché dovevo finire di lavarla,  tutto questo in un pianto disperato. Vorrei capire che cosa è successo  in lei e com’è giusto comportarsi in questi casi.<br />
Sono felice, finalmente, di poter esporre il mio problema  e di avere delle risposte valide e adeguate.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: laura</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-24</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2005 09:43:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-24</guid>
		<description>Naturalmente mi viene subito voglia di chiedere a mia madre che tipo di atteggiamento avevo duranta l&#039;allattamento!
Cosa può fare una madre che legge oggi per la prima volta questo articolo e quindi trova l&#039;occasione per dare un significato particolare all&#039;atteggiamento del figlio? Un bimbo che verso i 4 anni mostra il rifiuto del cibo come può essere portato alla &quot;normalità&quot; del mangiare senza stress per mamma e in questo caso direi figlia?

Comunque quello che mi rinfranca è la possibilità di scoprire che molto del disagio esistenziale che provo oggi ha origini antiche e quindi c&#039;è la possibilità di agire su qualcosa al fine di  spezzare questa catena di causa - effetto così deterministica e asfissiante.
Mi chiedo come sia possibile per molte persone passare una vita intera nell&#039;illusione di essere se stessi quando invece si è solo il frutto di una genetica bilogica e di una genetica psichica che non abbiamo scelto in alcun modo!
Il libero arbitrio è il coraggio di andare fino alle nostre origini, ripristinare equilibri, contattare antiche angosce e difese e rinascere &quot;individui&quot; finalmente liberi o semplicemente consapevoli della &quot;nostra unicità e identità&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente mi viene subito voglia di chiedere a mia madre che tipo di atteggiamento avevo duranta l&#8217;allattamento!<br />
Cosa può fare una madre che legge oggi per la prima volta questo articolo e quindi trova l&#8217;occasione per dare un significato particolare all&#8217;atteggiamento del figlio? Un bimbo che verso i 4 anni mostra il rifiuto del cibo come può essere portato alla &#8220;normalità&#8221; del mangiare senza stress per mamma e in questo caso direi figlia?</p>
<p>Comunque quello che mi rinfranca è la possibilità di scoprire che molto del disagio esistenziale che provo oggi ha origini antiche e quindi c&#8217;è la possibilità di agire su qualcosa al fine di  spezzare questa catena di causa &#8211; effetto così deterministica e asfissiante.<br />
Mi chiedo come sia possibile per molte persone passare una vita intera nell&#8217;illusione di essere se stessi quando invece si è solo il frutto di una genetica bilogica e di una genetica psichica che non abbiamo scelto in alcun modo!<br />
Il libero arbitrio è il coraggio di andare fino alle nostre origini, ripristinare equilibri, contattare antiche angosce e difese e rinascere &#8220;individui&#8221; finalmente liberi o semplicemente consapevoli della &#8220;nostra unicità e identità&#8221;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tiziana</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-23</link>
		<dc:creator>tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2005 07:27:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-23</guid>
		<description>mi sono trovata qualche giorno fa a commentare con un&#039;amica le caratteristiche di un bambino con atteggiementi particolari per la sua età, si parlava di un bambino chiuso e sfuggente.
Io ho affermato subito che la responsabilità era forse dei genitori poco coinvolgenti, mentre la mia amica parlava di un &quot;carattere&quot; del bambino che è &quot;nato così&quot;. Io non riuscivo a determinare il carattere del bambino poichè le manifestazioni erano così anomale da non darmi l&#039;idea della sua identità, per la mia amica il carattere è evidente anche se deviato dai genitori.
Ma può un bambino essere naturalmente chiuso?
Quanta parte di un comportamento è del bambino e come faccio a scinderla dal resto dell&#039;atteggiamento se la sua struttura si crea già dai primi momenti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi sono trovata qualche giorno fa a commentare con un&#8217;amica le caratteristiche di un bambino con atteggiementi particolari per la sua età, si parlava di un bambino chiuso e sfuggente.<br />
Io ho affermato subito che la responsabilità era forse dei genitori poco coinvolgenti, mentre la mia amica parlava di un &#8220;carattere&#8221; del bambino che è &#8220;nato così&#8221;. Io non riuscivo a determinare il carattere del bambino poichè le manifestazioni erano così anomale da non darmi l&#8217;idea della sua identità, per la mia amica il carattere è evidente anche se deviato dai genitori.<br />
Ma può un bambino essere naturalmente chiuso?<br />
Quanta parte di un comportamento è del bambino e come faccio a scinderla dal resto dell&#8217;atteggiamento se la sua struttura si crea già dai primi momenti?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carmen B.</title>
		<link>http://www.ri-vivere.it/archivio/2005/05/23/sui-primissimi-rapporti-madre-bambino/comment-page-1/#comment-22</link>
		<dc:creator>Carmen B.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2005 06:04:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ri-vivere.it/?p=22#comment-22</guid>
		<description>Mi chiedo cosa ne sia della psiche dei bambini orfani di madre dalla nascita o, senza arrivare a questi casi limite, dei bambini che semplicemente non vengono nutriti dalla madre, nè dal seno nè con il biberon. Può una balia, o un qualsiasi altro sostituto, rimediare al ruolo primario della madre nel fornire al bambino il suo ambiente naturale? Quali sono le conseguenze del non stabilire il primo dialogo madre-figlio attraverso l&#039;allattamento? Avere la chiave di tali quesiti è come dare completezza al potere di procreazione della madre...senza queste conoscenze di base, vedo solo un utero che partorisce un bambino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo cosa ne sia della psiche dei bambini orfani di madre dalla nascita o, senza arrivare a questi casi limite, dei bambini che semplicemente non vengono nutriti dalla madre, nè dal seno nè con il biberon. Può una balia, o un qualsiasi altro sostituto, rimediare al ruolo primario della madre nel fornire al bambino il suo ambiente naturale? Quali sono le conseguenze del non stabilire il primo dialogo madre-figlio attraverso l&#8217;allattamento? Avere la chiave di tali quesiti è come dare completezza al potere di procreazione della madre&#8230;senza queste conoscenze di base, vedo solo un utero che partorisce un bambino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/


Served from: www.ri-vivere.it @ 2010-09-08 01:59:12 -->