A che cosa serve questo blog

Ri-vivere offre ai genitori una spiegazione psicologica dei problemi legati alla crescita del bambino e dell’adolescente, consentendo loro di diventare consapevoli delle cose che, solitamente, già fanno d’intuito. La lettura delle pagine, l’esplorazione dei link, i suggerimenti bibliografici, i documenti on-line, si spera possano essere utili per il raggiungimento di questo obiettivo. Si cercherà di usare un linguaggio adatto alla situazione, ma con la piena coscienza che in alcuni punti la lettura sarà di difficile comprensione. In Ri-vivere non ci saranno consigli ma solo informazioni.

Ri-vivere consente agli “operatori del settore” un accesso sistematico a molteplici informazioni riguardanti la psicologia infantile tramite il tema trattato, ma anche tramite aggiornamenti bibliografici, informazioni su congressi, seminari ed attività formative e crea una base di discussione critica e interattiva per un intervento mirato ed efficace.

7 commenti

  1. carmencita
    Pubblicato il 17 maggio 2005 alle ore 17:04 | Permalink

    Un invito all’individuo a spaziare in una realtà libera da schemi troppo rigidi che lo incapsulano in un mondo privo di immaginazione, un mondo in cui l’individuo ha perso la sua Natura e non sa più riconoscersi..

  2. alessandro iacovazzi
    Pubblicato il 17 maggio 2005 alle ore 20:19 | Permalink

    Per chi vi scrive l’importanza di questo ciclo di seminari è fondamentale. L’ambito giurisprudenziale, oggetto del mio corso di studi, è troppo spesso privo di indicazioni cognitive che analizzino il fenomeno dell’individuo oltre l’aspetto puramente normativo.
    Strumenti come questi servono al giurista per comprendere meglio il senso di determinati fenomeni, parlo della devianza, dell’abuso, dei maltrattamenti, dell’abbandono dei minorenni.
    Ri-vivere casi come Novi-ligure o Cogne, solo per citarne alcuni, serve a capire quanto a fondo si deve cercare per raggiungere la verità insita nella psiche umana.

  3. Alessandra
    Pubblicato il 18 maggio 2005 alle ore 0:36 | Permalink

    E’ la prima volta che seguo un seminario di questo tipo. Non sono un genitore, né un medico, né un educatore ma sto per diventare zia… Non sono dunque nella condizione più adatta per esprimere un parere tecnico né per dare suggerimenti in merito a questi incontri ma vorrei ringraziare chi, con tanta generosità, mi sta offrendo la possibilità di osservare il mondo infantile con occhi più attenti. Intuisco che c’è molto da apprendere e che sarà necessario un approfondimento: a voi, intanto, il merito per aver acceso in me il desiderio di conoscere e ri-vivere. Grazie

  4. Daniele
    Pubblicato il 18 maggio 2005 alle ore 11:22 | Permalink

    La mia esperienza clinica mi mostra spesso genitori che pur cercando di fornire la migliore educazione possibile ai propri figli spesso hanno limiti legati ad una mancanza di informazioni necessarie per permettere una crescita serena e armonica di un bambino.
    Di fronte anche ai più piccoli disturbi si cerca nei farmaci una soluzione che di solito non fa altro che peggiorare il quadro clinico.
    Mi auguro che da questo blog e dai seminari possano nascere dei corsi ECM per i medici generici e pediatri, in modo tale da acquisire una cultura da poter trasmettere ai genitori permettendo così un lavoro congiunto finalizzato al benessere del bambino.

  5. Daniela
    Pubblicato il 18 maggio 2005 alle ore 16:24 | Permalink

    Sono Daniela.
    Ho avuto modo di visitare questo sito è mi è così sembrato il “posto” giusto per iniziare a parlare delle situazioni che mi trovo ad affrontare nella mia esperienza quotidiana.
    Lavoro nell’ambito della oncologia e giornalmente vivo a contatto con pazienti che si trovano ad affrontare condizioni “al limite”.
    C’è chi ritiene che il bravo medico sia il “distaccato”, che vive il rapporto con il paziente indenne da qualsiasi coinvolgimento emotivo, e c’è chiritiene che la tanto decantata “umanità” sia una componente essenziale del bravo medico.
    Io ho una giovane esperienza ma somo già certa che l’esperienza da sola non basta: credo che accanto alla conoscenza relativa all’aspetto biologico del paziente e della malattia nel paziente, sia necessaria una conoscenza relativa aglia aspetti psicologici dello stesso.
    Per me è dura non essere spesso in grado di stare vicino a chi sta per morire:questo paziente non avrà bisogno della mia pietà né del mio distacco
    ma davvero di cosa?
    Come fare a capire in ogni momento quale sia il modo più giusto di stare accanto alla sofferenza?
    Forse mi sono dilungata troppo ma in ultima analisi chiedo a questo blog di poter raccontare delle situazioni che mi trovo a vivere per poter ricevere una guida, magari con dei corsi che trattino queste problematiche secondo quello che mi è parso essere lo stile di questo sito: la serietà e la semplicità in un approccio quanto mai scientifico.
    Grazie per l’ascolto e per questa “occasione”.

  6. tiziana
    Pubblicato il 23 maggio 2005 alle ore 9:46 | Permalink

    Ho atteso con ansia l’apertura di questo blog poichè avendo seguito i seminari sapevo cosa avrei trovato al suo interno…. come studentessa in psicologia ho bisogno di consigli e informazioni serie ed utlili per addentrarmi in questa giungla…e l’approccio di questo studio mi sta coinvolgendo parecchio…
    Poichè l’argomento mi ha appassionato molto e non avevo mai pensato ad un’analisi seria fatta ai bambini e avendo ancora la possibilità di convertire i miei studi nell’ambito della psicologia evolutiva chiedo cosa questo può comportare per me a livello di difficoltà, iter professionale, specializzazione, etc… è un cambiamento che mi affascina e preoccupa allo stesso tempo.. che faccio?
    Aspetto con ansia la pubblicazione su questo blog di tutti i disegni con la decodificazione ammetto che conoscere tramite la produzione artistica mi ha davvero affascinata… grazie

  7. Gigi
    Pubblicato il 22 novembre 2011 alle ore 9:35 | Permalink

    Più leggo questi blog e più mi rendo conto della loro bellezza e utilità grazie ciao gigi

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