Archivio per anno: 2005

Gli eroi omicidi

È un paradosso che l’esistenza dell’uomo goda in certi casi di un destino particolare quando viene sottratta alle mani materne della natura e affidata alla madre umana.

Questa madre che gestisce il rapporto originario con il figlio ha il potere, tramite la sua lingua e i suoi valori, di formare e di determinare, in maniera estremamente profonda, lo sviluppo o la morte del bambino.

La posizione che la collettività assume nei

Il tunnel dell’umiliazione: psicofarmaci e ragazzi

È possibile trasformare l’infanzia in un nuovo target di consumatori di psicofarmaci: questo è il senso dell’articolo “Ritalin: genitori e medici contro” di Claudia Benatti, giornalista e presidente dell’Associazione Vaccinetwork, pubblicato nel supplemento di Medicina non Convenzionale “Salute è” del sempre fecondo e interessante mensile Aam Terra Nuova.

Dice l’articolo: “il Ritalin, un derivato dell’anfetamina che è così passato dalla classificazione di stupefacente a quello di

Mio figlio non mi chiama “mamma”

Di solito sono bambini che si creano un proprio mondo assolutamente ristretto in cui si rinchiudono. I loro modelli di comportamento nella primissima infanzia evidenziano “poca predisposizione posturale in vista del succhiare, né quei normali gesti per afferrare, né reazioni specifiche di sorriso” (R. A. Spitz e L. M. Wolf, 1946). È caratteristico di questi bambini affezionarsi al seggiolone, ad un giocattolo o a qualche altro oggetto inanimato. Questi

Il bambino “dilatato”

Quando si parla di “dilatati” (L. Corman, 1997) ci riferiamo ad un processo essenzialmente dinamico che porta l’individuo ad avere un carattere tendente al movimento, all’apertura al mondo e al facile adattamento. Questo si nota sin dalla prima infanzia: i “dilatati” sono dei bei bambini che crescono facilmente e regolarmente; di solito crescono da soli e si inseriscono bene nell’ambiente in cui crescono, anche se in realtà l’inserimento si

Il “cavaliere senza cavallo”: storia di un padre errante

Ambizioni sconfinate, desiderio di dominare o di eccellere, tendenza a fondersi con figure onnipotenti: caratteristiche di un uomo – l’ homme engagé di H. Kohut – che è pervaso da un bisogno irrefrenabile di perseguire obiettivi grandiosi e di fondersi con soli sentimenti di trionfo.

Queste personalità, soprattutto se creatori sociali, immesse in certi strati collettivi orientati al narcisismo patologico (o “narcisismo di morte”, secondo la definizione di A